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i deprecabili

     
 
postcards #1
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Sirius space party postcards #2
this island ravello postcards #3
the drug of a nation postcards #4
voyages en zig-zag postcards #5
I am legend postcards #6
the birth of a nation postcards #7
the man from utopia postcards #8
il danno postcards #9
new radicals postcards #10
legna da ardere postcards #11 add 10/23
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era glaciale postcards #13 add 10/23
racconti del parentado  
i deprecabili atto II°  
mayacitta  
       

 

Alienlog turn dinamic!

http://alienlog.wordpress.com/


Finalmente Alienlog cresce e dopo circa 7 anni di inveterata staticità – e dunque di solipsismo e contrazione – si trasferisce sulla piattaforma wordpress. La scelta di una strumentazione – new psicological tools – dinamica, di una possibilità di cambiamento e di nuovo inizio – individual start-up – ha motivato gli sforzi intrapresi in questa direzione: pratica. Dall'ambizione all'aspirazione: condivisione piuttosto che ricerca di apprezzamento: “I can't get no sleep” come Royalize. Ahi
Sperimentare creativamente la connessione immaginifica di testo e immagine – quest'ultima “modernamente intesa” nella doppia valenza “double standard” cinematica e statica – è LA novità dei tempi che current.
Gli strumenti di bordo sono settati: enjoy






COME AND SEE


 

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on print:.... di Joseph Goldstein / Un Cuore pieno di pace (prefazione di Corrado Pensa) / Ed. La Parola 2009, pp.113+XIV, € 13,00

Tra i molteplici modi di presentare “Un cuore pieno di pace” si sceglie di metterne il luce, in questo contesto, la strordinaria praticità, cercando cioè di comunicare al futuro lettore l'essenzialità del contenuto, tentando di lasciar emergere naturalmente i lasciti affettivi ed applicativi che questa preziosa lettura innesca. Amare e nutrire il cuore compassionevole richiede una volonta migliorativa e sperimentale attiva. Il salto da fare parte dunque dalle motivazioni: passare da una pratica che si radica in un miglioramento delle “condizioni all'intorno” in virtù di un principio di benessere essenzialmente individualista come fine nemmeno troppo nascosto, per approdare ad una pratica che apre questo orizzonte accomodante verso, ed aldilà, di una prospettiva illimitata. Ottenere la liberazione non per colmare un vuoto personale ma piuttosto, per rendere il proprio operare ed essere nel mondo leggero ed aperto. Dunque compassione come chiave e come cardine di un percorso impegnativo – la porta più stretta – ma possibile, perchè, - in virtù di una crescente empiricità e fiducia negli insegnamenti dharmici - non si sarebbe altrimenti enunciato. Non è possibile interpretare questo insegnamento come residuale, cioè relegato solo ad alcuni “momenti” del quotidiano, in cui il meditante si immagina raccolto nella fissità di una indefessa pratica formale. In virtù di una profonda conoscenza del Dharma, con parole di grande chiarezza e semplicità – come evidenziato da Corrado Pensa nell'introduzione allo scritto - Goldstein dipinge con gesto sicuro ed eloquente il complessivo affresco di una vita internamente dedicata alla attenta applicazione di una forza volitiva continua ed incessante volta alla promozione del bene e della pace. (cp)


presentazione In momenti diversi della nostra vita possiamo intravedere qualcosa al di là della nostra realtà ordinaria e convenzionale, toccando uno spazio che trasforma la nostra visione di noi stessi e del mondo. Come la luce di una sola candela può dissolvere le tenebre di un migliaio di anni, così nell’istante stesso in cui accendiamo una sola candela di saggezza, non importa quanto sia inveterata o profonda la nostra confusione, l’ignoranza è dissolta. Venite a vedere; guardate la vostra vita in profondità, vedete coi vostri occhi. Questa è la vera natura del viaggio spirituale.

Joseph Goldstein (nato sulle Catskill Mountains, New York, nel 1944) conduce ritiri di meditazione di consapevolezza e di gentilezza amorevole in tutto il mondo dal 1974. È cofondatore dell’ Insight Meditation Society nel Massachusetts, dove è uno degli insegnanti-guide residenti. Nel 1989, insieme a numerosi altri insegnanti e allievi, ha istituito il Barre Center for Buddhist Studies e in seguito il Forest Refuge. Ha pubblicato molti libri, alcuni dei quali tradotti in italiano. :... http://www.dharma.org/ims/joseph_goldstein.html

 

on stereo:.... Atlas Sound / Let the Blind Lead Those Who Can See but Cannot Feel

Bradford Cox spent the summer he was 16 in a children's hospital having multiple surgeries on his chest and back. His condition, Marfan syndrome, has proven difficult to separate from his music. Cox's lost summer hangs over his songs, and his gawky physique has been the dress-draped centerpiece of his band's confrontational live shows. At the same time, he can also be defensive about his appearance, using it to explain why his music's detractors are sometimes as hyperbolic as his most fervent admirers. Thousands of words later, other music critics still ask me what I could possibly like in Cox's work. Cox plays and sings in Atlanta five-piece Deerhunter, but it's tempting to say he actually lives as Atlas Sound. He's used the name for his solo recordings ever since the sixth grade, and lately his output has been almost nonstop: He's posted roughly 70 new tracks, mostly originals, on his blog since last July. Deerhunter's Cryptograms and Fluorescent Grey EP expertly brought together elements of krautrock, psych, shoegaze, ambient, post-punk, and indie rock, but Atlas Sound's full-length debut turns inward from that band's high-volume squall. Cox also trades the four-track of previous Atlas Sound vinyl splits for a laptop. The result is a gauzy bedroom pop album that drifts from ambient bliss-outs to sadsack avant-garage, from hospitals to heartache, as if passing through different stages of sleep on a sunny afternoon. No previous interest in Deerhunter required.) Cox spent the summer he was 25 touring and recording Let the Blind Lead Those Who Can See But Cannot Feel. But the fears of nine years earlier stalk the album's corridors. Opener "A Ghost Story" sets a hissy sample of a young boy clumsily narrating over the fluorescent hum of treated, sampled glockenspiel. Childhood innocence gives way to to adolescent confusion on the waltz-like "Recent Bedroom", as a music box crashes headlong into squiggly guitars and bustling percussion. A Zimbabwean instrument called a mbira and some bells from Ghana waft through guitars and collaged drums on "Quarantined", a song that evokes both children's hospitals and a sense of unresolved metamorphosis: "I am waiting to be changed." (Marc Hogan, via Pitchfotk:.. http://pitchfork.com/reviews/albums/)

:... http://www.myspace.com/bradfordcox

 







on video:.... La Vita agra // di Carlo Lizzani con Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli soggetto tratto dal romanzo omonimo di Luciano Bianciardi

Tratto dal libro omonimo, scritto da Luciano Bianciardi nel '62, il film di Lizzani porta sullo schermo, a due anni di distanza dalla pubblicazione, la storia di Luciano Bianchi (Ugo Tognazzi), intellettuale di provincia che, dopo esser stato licenziato, si trasferisce a Milano per far saltare in aria il "torracchione", il grattacielo sede dell'azienda proprietaria della miniera, in cui lui lavorava come animatore culturale, distrutta da un'esplosione che ha provocato la morte di 43 persone. A contatto con l'alienante vita cittadina, sospeso tra la storia d'amore con Anna (Giovanna Ralli) e lavori di traduzione a cottimo accettati per mantenere la doppia famiglia (la moglie e il figlio sono rimasti al paese), l'impeto rivoluzionario si smorza in un progressivo imborghesimento che lo porta a integrarsi in quel sistema che voleva combattere, al punto che, divenuto un pubblicitario affermato, finisce per creare lo slogan per la stessa azienda che doveva far saltare in aria. Nel passaggio dal libro al film l'amara ironia bianciardiana, impietosa verso il sistema quanto verso lo stesso autore, si stempera in una tiepida satira di costume impoverita dalle trovate comiche e macchiette di contorno aggiunte in fase di sceneggiatura probabilmente per esigenze produttive (il bucato fatto con i piedi dai coinquilini della pensione, la segretaria del professore polacco che incanta i pappagalli del paese) in cui il finale consolatorio con il protagonista, che a differenza del romanzo, fa rimanere la moglie e manda via l'amante lascia un profondo senso di delusione. Vanno comunque segnalate alcune belle intuizioni del regista (la scena del colloquio "televisivo" che Luciano ha con la segretaria della grande azienda mineraria, il suo monologo sul sesso con l'accompagnamento in sottofondo di Jannacci, le riprese delle orde dei pedoni in marcia nel traffico). Lizzani mette in scena il tutto cercando di svecchiare lo stile con frequenti fermo immagini e ripetuti sguardi in macchina del protagonista.
( via sentieri selvaggi:...http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp)
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link del mese Settembre / Ottobre 2009 : :: http://www.dharma.org.html

Founded in 1975, the Insight Meditation Society (IMS) is a 501 (c) (3) religious nonprofit organization.
On Valentines Day, 1976, a small group of young meditation teachers and dedicated staff opened a retreat center in an old but stately mansion in Barre, Massachusetts.
Armed with minimal resources and less than ideal operational knowledge, yet passionate about the Buddha’s teachings, they set about creating an environment where the dharma could flourish and take root in the West. And so IMS began.
Over its 33-year history, IMS has become a spiritual home to thousands of practitioners, and is now regarded as one of the Western world’s most respected centers for learning and deepening meditation practice.
insegnanti // http://www.dharma.org/ims/teachers.php



 

Unheimlich metropolis // (scarica pdf)

Città Casa
La metropoli è una categoria scientifica il cui senso e significato riposa, saldo e nascosto nei recessi del sentire individuale: “costruisce” la sua immagine e sostanza per mezzo di prefigurazioni, che dal singolo rimandano al collettivo, che dal privato tendono al sociale. Fino alla fine dell'800 lo spazio abitato, la concrezione sociale, in cui convergono fattori molteplici – che hanno alla base lo scambio, la transazione, il soggetto mondano – non presenta particolari complessità: l'Europa è nazione-casa, in cui solide tradizioni ed identità consolidate convivono in un clima di tranquillità protetta. Le nazioni più evolute – come la Francia – hanno fatto i conti con sommovimenti e paure da cui scaturiscono metodologie di confronto e conflitto di tipo urbano. Il lavoro di Maurice Halbwachs che prende in esame il regime degli espropri nella Parigi di fine ottocento fa emergere il “fatto urbano” - la città e le sue invarianti monumentali – quale testimonianza di un continuo conflitto tra potere politico ed ecclesiastico..
(continua)

 

Progetto inclusivo // (scarica pdf)

Premessa
Il presente scritto si propone di dimostrare quanto oggi la questione posta sia cruciale, quanto in sostanza la condizione contemporanea del “progetto di architettura” rifletta la più ampia e sistematica crisi (sociale politica economica e di rappresentanza) del sistema globale, degli stati e delle comunità. Ci si muoverà dunque all'interno di quel terreno impervio e periglioso che è il passato e dunque la memoria, serbando come unica mappa e astrolabio le ricerche svolte da Maurice Halbwachs, Aldo Rossi e Zygmunt Bauman, ricerche che – per esplicità volontà – possono in questo ambito “saldarsi” e dunque rafforzare l'assunto: il progetto contemporaneo si invera nello spazio di faglia esistente tra espressione artistica (libertà individuale) ed utilitas (responsabilità sociale); queste categorie critiche sono variabili permanenti – dunque invarianti – il cui peso è informato da fattori di tipo sociale ed etico. In particolar modo dalla convergenza in un punto specifico – il manufatto – di precise istanze collettive di rinnovamento e condivisione, sapientemente interpretate dalla politica e dal potere predominante. Il segmento temporale che si prenderà in analisi è l'ampio acquario di avvenimenti e trasformazioni costituito dal novecento – il secolo breve – e si dimostrerà quanto la codificazione proposta dal sociologo Bauman ( in particolare ne “la società sotto assedio”, 2004) di “modernità solida” - intendendo con questa il periodo dal primo decennio del XX° secolo giunge fino alla soglia della sua ultima decade – sia ampiamente dimostrabile e riscontrabile in architettura. A sostegno di tali elementi, gli studi effettuati a partire dal 1925 e fino alla “Memoire collective” del 1950 da Halbwachs che riguardano alla “costruzione urbana” come ad un processo autobiografico, e delle teorie Rossiane sulla “permanenza” ed i “fatti urbani” così come individuati ne “l'architettura della città” editato nel 1969.
(continua)


 


Notavo in un'altra occasione ( I “gradini” di Julien Green) come il simbolo intervenga nell’opera di uno scrittore anche senza la sua volontà; anche, soprattutto, se questi non si rende conto del senso o delle valenze del simbolo presente nella sua creazione artistica. Non si tratta, beninteso, di un “simbolismo” personale, scoperto o interpretato da un certo scrittore (le creazioni di questo genere sono di solito ibride e inerti), bensì del simbolismo ecumenico, universale, facilmente riconoscibile in parecchie culture e fecondo a più livelli (mito, arte architettonica, rituale, iconografia ecc.). Intuito da un creatore, un certo simbolo interviene in un opera d’arte e l’organizza con una sua propria coerenza, con una “logica” nascosta, senza che il poeta realizzi sempre il senso, le proporzioni o le valenze di questo simbolo. Ogni grande creatore riscopre certi simboli, senza saper niente di essi.(…) Nessun dubbio che questi simboli centrali siano “rivelati”; essi provengono da una zona extrarazionale, che possiamo o meno chiamare “inconscio” (visto che s’intendono moltissime cose con questa parola). Fatto sta che approfondendo e facendo luce sul simbolo centrale di un opera d’arte, ne facilitiamo la “comprensione” e il godimento, realizzando le condizioni migliori per una contemplazione estetica ideale. (La contemplazione estetica, del resto, non ha mai escluso, nei periodi d’oro della filosofia, lo studio della metafisica implicita nell’opera d’arte. Non esiste infatti opera d’arte che non sia solidale con un “principio”, quale che sia). Mircea Eliade, L’isola di Euthanasius, in Mircea Eliade L’isola di Euthanasius, ed.Bollati Boringhieri, Torino 2000, p. 22

Ogni opera d’arte e creazione dell’uomo, è come un crogiolo, uno scrigno all’interno del quale si depositano e distillano, esperienze, simboli, ricordi e sensazioni. Il Simbolismo ecumenico, l’archetipo che da questo è composto, esprimono entrambi il complesso di questi fenomeni che convergono –talvolta anche in modo inconsapevole- all’interno dell’opera e che ne influenzano il carattere e l’ordine complessivo. Il luogo dal quale provengono e scaturiscono questi elementi, è un territorio dell’anima, una zona extrasensoriale condivisa a livello collettivo che siamo soliti chiamare Inconscio. Questo è immanente. Risiede nel mito come nelle opere dell’uomo più moderne.

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La monografia sull'opera di Jean Nouvel – tra le poche disponibili in italiano - esce nella collana diretta con passione ed impegno da Giuseppe Nannerini, “I Quaderni de l'industria delle costruzioni”. Una pubblicazione che nei presupposti cerca di proporre una lettura *altra* del lavoro progettuale di Nouvel, architetto francese di fama internazionale nato nel 1945 a Fumel (Lot-et- Garonne). Percorrendo retrospettivamente l'ampio corpus di progetti visioni utopiche e architetture degli anni 80' fino alle realizzazioni stupefacenti degli anni 90 che hanno consolidato ed imposto a livello mondiale la sua figura, la monografia si sofferma su alcuni elementi e concetti chiave ritenuti frammenti di una complessiva ed unica sensibilità architettonico-artistica.La prospettiva assunta è dunque quella della produzione italiana che a partire dall'inaugurazione del nuova sede della società Brembo (il Kilometro rosso) avvenuta nel Maggio del 2007, si va concretando attraverso una serie di realizzazioni di sicuro interesse e qualità (Minimetrò di Perugia, Officine Ferrari a Maranello, Nuovo Padiglione alla Fiera di Genova, tra gli altri) presentate in rassegna mediante foto ed elaborati inediti.Il testo critico è accompagnato dalla testimonianza diretta di Alessandro Carbone, associato e responsabile di Ateliers Jean Nouvel Italia, un prezioso contributo imprescindibile per una introduzione all'opera ed al lavoro sostenuto nel corso di questi anni nella sede romana dell'Ateliers.

A seguire un breve estratto dall'introduzione:...

Un uomo del proprio tempo
Il tempo è una dimensione in perenne mutamento, impermanente e soggetta a costanti modificazioni. Il tempo trascende il consueto dualismo che vede la riflessione filosofica dividersi tra interpretazione lineare o circolare, tra successione di attimi consequenziali e perenne ripetizione di un ora eterna. E così le attività umane che utilizzano il tempo come materia, come elemento costitutivo del loro svelarsi, risentono e riflettono questa impermanenza e questa incertezza. Assiomi, sistemi di pensiero, teorie, consuetudini formali, stili e linguaggi: enunciati, questi presto o tardi si dissolvono come neve al sole.

In architettura sembra in qualche misura valere lo stesso principio: abbiamo stili definiti ed una loro successione, ed abbiamo una critica che è chiamata ad interpretare e a contestualizzare le diverse dicotomie; queste a seconda delle diverse interpretazioni non sono che il succedersi di movimenti e fermenti in aperto antagonismo oppure costruzione di un progetto critico autonomo e onnicomprensivo. In questo incedere sempre uguale a se stesso, monotono e piatto della storia appaiono talvolta figure ed esperienze che sfuggono alle consuetudini, tracce di percorsi non codificabili in forme e matrici consuete, liberi da condizionamenti e dogmi.

download index in formato .pdf (150 kb):.... qui
download cover in formato .jpg (50 Kb) :.... qui
sito:.... http://www.lindustriadellecostruzioni.it/Quaderni.html

I Quaderni de L'Industria delle Costruzioni:
edita da Edilstampa , pubblica volumi monografici dedicati all'opera dei principali progettisti di fama internazionale, con l'obiettivo di fornire un aggiornamento ampio e dettagliato sulle principali tendenze di linguaggio caratterizzanti la produzione architettonica contemporanea

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ALSO FROM HERE YOU CAN GET DA' BOOK

Il disco luminoso penetrò l'atmosfera dopo aver viaggiato attraverso galassie e soli. Una flebile fiamma appena percettibile come di traiettoria incandescente e fulminea. Lama che recide il cielo. Divarica il blu come cerniera aperta sul corpo del tempo. Nei centri radar del globo -in sincro- venne rilevata la misteriosa presenza. Da Calcutta a Nairobi da Tokyo a Central New York City® Velocità di crociera: 7000 Chilometri al secondo. Velocità ultraumana indicibile sconcertante. La notizia, resa incontrollabile, ben presto fu trasmessa dai mass-media e da questi travasata nelle menti inermi dei terrestri. Non passò che un ora ed il disco si preparò all'atterraggio. Landing on Rome!

Con il titolo Alienlog, le cosmicronache si presenta l'edizione riveduta ed adattata per la stampa delle incursioni nei territori della narrativa che dal 2003 fino al 2007 hanno caratterizzato questo spazio virtuale che porta il mio nome. Corredato da immagini e suggestioni grafiche che fin dall'inizio accompagnano gli short cuts, il manoscritto raggiunge il centinaio di pagine e si avvale di una veste grafica specifica; si tratta come detto di una accurata selezione dei materiali fin qui pubblicati: quelli più ironici lirici e disincantati.

Title: Alienlog, le cosmicronache /
pages: 100 p. /
Scarica:GRATIS :..... ALIENLOGfreedownload

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me, myself and I
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