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"Jean Nouvel" recensito su:... Area, rivista di architettura e arti del progetto, n° 97 local/global
"una raccolta di appunti riflessioni, stralci di conversazioni tra architetti, immagini che provengono dal mondo del cinema e delle arti figurative, accompagna questo volume incentrato attorno alla produzione dell'architetto francese che ad oggi incarna nel modo più completo e allo stesso tempo contraddittorio, la figura del professionista contemporaneo tout-court.
Nouvel come paradigma dell'uomo del suo tempo, rappresenta per Carlo Prati la figura capace di leggere e contestualizzare ogni problema contingente e, sopratutto tradurla in media linguistici comprensibili.
La comunicazione e, quindi, la comprensione dell'architettura come fine ultimo dell'architetto, vengono letti dall'autore attraverso la proposta di una griglia metodologica che si articola attraverso passaggi ricorrenti nel lavoro di Nouvel: dal progetto sorgente che si intensta su modelli e Keywords di riferimento, fino all'opera vertice, paradigma di una determinata ricerca, collocata cronologicamente e criticamente."
un estratto dal testo di Massimiliano Giberti
la recensione completa :.... .pdf 72 Kb :... download
Mercoledì 7 Maggio 2008:....spotON architecture :.. c.a.c.p. studio
Università degli studi di Firenze, Facoltà di Architettura,
sede di Santa Teresa
Via della Mattonaia, 14
Su invito del corso di Progettazione II tenuto da Giovanni Polazzi con Andrea Mannocci, c.a.c.p. studio tiene una lectures di presentazione dei progetti e della ricerca recente e passata tracciando le prospettive di quella presente e futura.
Programma:
ore 9.00 Lapo Ruffi
ore 10.00 c.a.c.p. studio
c.a.c.p. studio / Cecilia Anselmi Carlo Prati Architetti
Laboratorio dedicato alla ricerca contemporanea sul progetto di architettura, c.a.c.p. studio si muove seguendo un percorso conoscitivo duplice, coniugando da un lato gli aspetti teorici della disciplina a quelli progettuali ed applicativi. Nel primo caso si tratta dunque di arricchire e rendere consapevoli finalità ed obbiettivi del progetto sia analizzando le attuali e possibili modalità di intervento sull'esistente, che le specificità tipologico-plastiche dei manufatti di nuova concezione realizzati in ambito sia nazionale che internazionale. L'elaborazione della idea architettonica di c.a.c.p. studio è stata condotta anche attraverso la formazione di gruppi ed esperienze operative oggi non più esistenti -Base_1 (dal 2000 – 2003) e doppiomisto (2003 – 2007). Nel corso del tempo dunque i temi messi in luce attraverso i lavori svolti (come progetti di concorso, in corso di realizzazione ed installazioni) ritrovano il loro cardine concettuale da un lato nella decisiva importanza della dimensione minima e mutevole -nella forma e nell'uso– dello spazio abitabile, e dall'altro nell'indagine sulle continue e possibili interferenze che si instaurano tra architettura intesa come manufatto, progetto del vuoto (lo spazio pubblico) e Natura.
Questa ricerca è dettagliatamente documentata nella piattaforma web del laboratorio:... www.cacp.it
da oggi il libro Alienlog è scaricabile gratuitamente
sia da questo sito che attraverso il mercato di lulu.com
scarica gratuitamente il manoscritto in versione stampabile:.... ALIENLOGfreedownload
puoi scegliere tra formato .doc (1.25Mb) e .pdf (928Kb)
Martedì 29 Aprile 2008 ore 12.27:... Giochiamo a Winx?
Cè qualcosa di caldo che si fa sentire dentro. Una sensazione come di onda che mi pervade. Sono increspature talvolta leggere talvolta più ampie. Vibrazioni e risonanze.
ci sono dei bambini che s'accordano, sono sospesi sul vuoto di uno spiazzo cementificato. Fa caldo. Si dividono in due squadre ed i due che sembrano più spigliati più svegli, a pari o dispari si scelgono i compari. Dualismi. La testa sceglie quale delle porte occupare per prima. Ci sono regole stabilite che governano le trattative. La partita ha inizio e subito intorno a quello spazio si cominciano a radunare curiosi. Il tempo passa. la partita ha termine verso il presera. Qualcuno è contento qualcun altro meno e chiosa: però poi domani famo cambio, perché sinnò nun vale.
Domani famo cambio perché sinnò nun vale.
Mia figlia - che da qualche giorno ha pure una sorella – dopo un po' che fa qualcosa si stufa. Mia figlia quando si sente presa dalle onde dell'ego mi manda sfacciatamente a quel paese. Mia figlia ha 5 anni ed a lei mi appello per capire le umane cose. Perché è in lei che vedo la schiettezza non contaminata dalle convenzioni che il vivere comune e civile ci impongono. Tra lei ed i suoi amichetti dunque il gioco è sempre a rotazione.
All'inizio, mettiamo che giochino a Winx un po' di loro si fanno Musa e Stella ed alle restanti toccano malvolentieri Tecna ed Aisha.
Ma questo equilibrio non è mai permanente.
Basta poco, un diniego un refolo di risentimento e i ruoli subiscono permute e variazioni repentine. Umorale e mutevole dunque è il regno dell'io, della mente che s'appiglia e capriccia accapigliandosi.
Dopo 15 anni Roma ed i romani scelgono di voltare pagina e di giocare a Winx con un'altra compagine politica. In molti ora – tra questi, Io/mio – soffrono di quel tedio che spesso piglia quando ci si confronta con l'impermanenza e le sue regole. Prende un po' allo stomaco, come di vuoto d'aria. La forza che esercita l'abitudine, il consueto che con il tempo è diventato comodità, agio.(continua)
La monografia sull'opera di Jean Nouvel –tra le poche disponibili in italiano- esce nella collana diretta con passione ed impegno da Giuseppe Nannerini, “I Quaderni de l'industria delle costruzioni”. Una pubblicazione che nei presupposti cerca di proporre una lettura *altra* del lavoro progettuale di Nouvel, architetto francese di fama internazionale nato nel 1945 a Fumel (Lot-et- Garonne).
Percorrendo retrospettivamente l'ampio corpus di progetti visioni utopiche e architetture degli anni 80' fino alle realizzazioni stupefacenti degli anni 90 che hanno consolidato ed imposto a livello mondiale la sua figura, la monografia si sofferma su alcuni elementi e concetti chiave ritenuti frammenti di una complessiva ed unica sensibilità architettonico-artistica.
La prospettiva assunta è dunque quella della produzione italiana che a partire dall'inaugurazione del nuova sede della società Brembo (il Kilometro rosso) avvenuta nel Maggio del 2007, si va concretando attraverso una serie di realizzazioni di sicuro interesse e qualità (Minimetrò di Perugia, Officine Ferrari a Maranello, Nuovo Padiglione alla Fiera di Genova, tra gli altri) presentate in rassegna mediante foto ed elaborati inediti.
Il testo critico è accompagnato dalla testimonianza diretta di Alessandro Carbone, associato e responsabile di Ateliers Jean Nouvel Italia, un prezioso contributo imprescindibile per una introduzione all'opera ed al lavoro sostenuto nel corso di questi anni nella sede romana dell'Ateliers.
A seguire un breve estratto dall'introduzione:...
Un uomo del proprio tempo Il tempo è una dimensione in perenne mutamento, impermanente e soggetta a costanti modificazioni. Il tempo trascende il consueto dualismo che vede la riflessione filosofica dividersi tra interpretazione lineare o circolare, tra successione di attimi consequenziali e perenne ripetizione di un ora eterna. E così le attività umane che utilizzano il tempo come materia, come elemento costitutivo del loro svelarsi, risentono e riflettono questa impermanenza e questa incertezza. Assiomi, sistemi di pensiero, teorie, consuetudini formali, stili e linguaggi: enunciati, questi presto o tardi si dissolvono come neve al sole.
In architettura sembra in qualche misura valere lo stesso principio: abbiamo stili definiti ed una loro successione, ed abbiamo una critica che è chiamata ad interpretare e a contestualizzare le diverse dicotomie; queste a seconda delle diverse interpretazioni non sono che il succedersi di movimenti e fermenti in aperto antagonismo oppure costruzione di un progetto critico autonomo e onnicomprensivo. In questo incedere sempre uguale a se stesso, monotono e piatto della storia appaiono talvolta figure ed esperienze che sfuggono alle consuetudini, tracce di percorsi non codificabili in forme e matrici consuete, liberi da condizionamenti e dogmi.
La ricerca di Jean Nouvel è paradigma della contemporaneità più positiva e feconda: la creazione di un campo di esplorazione illimitato in cui si manifesta il mondo ed il tempo presente non più idealizzato, non più teorizzato o immaginato; l'architettura di Nouvel evoca una realtà tangibile che si svela in tutto il suo potenziale innovativo e futuribile: il futuro è sempre.
Titolo:Jean Nouvel
Edizione: Edilstampa
Collana: I Quaderni de l'Industria delle Costruzioni
Anno Copyright: 2007
Numero pagine: 160
Prezzo: € 22,00
I Quaderni de L'Industria delle Costruzioni: edita da Edilstampa , pubblica volumi monografici dedicati all'opera dei principali progettisti di fama internazionale, con l'obiettivo di fornire un aggiornamento ampio e dettagliato sulle principali tendenze di linguaggio caratterizzanti la produzione architettonica contemporanea
Il disco luminoso penetrò l'atmosfera dopo aver viaggiato attraverso galassie e soli. Una flebile fiamma appena percettibile come di traiettoria incandescente e fulminea. Lama che recide il cielo. Divarica il blu come cerniera aperta sul corpo del tempo. Nei centri radar del globo -in sincro- venne rilevata la misteriosa presenza. Da Calcutta a Nairobi da Tokyo a Central New York City® Velocità di crociera: 7000 Chilometri al secondo. Velocità ultraumana indicibile sconcertante. La notizia, resa incontrollabile, ben presto fu trasmessa dai mass-media e da questi travasata nelle menti inermi dei terrestri. Non passò che un ora ed il disco si preparò all'atterraggio. Landing on Rome!
Da oggi è disponibile in Print On Demand sul mercato di Lulu.com la raccolta delle cronache aliene. Con il titolo Alienlog, le cosmicronache si presenta l'edizione riveduta ed adattata per la stampa delle incursioni nei territori della narrativa che dal 2003 fino al 2007 hanno caratterizzato questo spazio virtuale che porta il mio nome. Corredato da immagini e suggestioni grafiche che fin dall'inizio accompagnano gli short cuts, il manoscritto raggiunge il centinaio di pagine e si avvale di una veste grafica specifica; si tratta come detto di una accurata selezione dei materiali fin qui pubblicati: quelli più ironici lirici e disincantati. Nessuna pretesa o aspettativa specifica, si tratta senz'altro di un gioco, di uno sfiziarsi consapevole degli strumenti propri del mercato editoriale mainstream che senz'altro -e a ragione- non avrebbe mai investito in un progetto di tal fatta.
Eppure il cuore in questi anni c'è stato, cuore e fatica che retrospettivamente mi stupisco di aver comunque trovato, sempre pensando ai compagni di viaggio, ai lettori e a quei cari affezionati amici che hanno inteso condividere anche per un solo minuto la lettura di queste riflessioni semiserie.
Bene, con questa pubblicazione si chiude un ciclo, si chiude ma non si esaurisce il desiderio di raccontare questo velo illusorio che costituisce la patina sovrapposta, la sovrastruttura del nostro comune agire. Spazio e luce che come cielo si celano dietro le nubi pulviscolari di un pensiero sempre spasmodicamente attivo e chiassoso -a spirale- per l'appunto illusorio.
Title: Alienlog, le cosmicronache / pages: 100 p. /
Print Details: 6" x 9", rilegatura termica binding, crema interior paper (60# weight), B/N interior ink, bianco exterior paper (100# weight), in quadricromia exterior ink / Pricing Stampa: €8.50
Pricing Scarica:GRATIS :..... ALIENLOGfreedownload link::.... http://www.lulu.com/content/1391333
on print :....l'Industria delle costruzionin°400 marzo aprile 2008 / Architetture dagli Stati Uniti
Il nuovo numero dell' Industria arriva nelle librerie italiane: interamente dedicato all' architettura americana è curato da Valerio Paolo Mosco "Le opere pubblicate in questo numero della rivista sono state selezionate sulla base di un'ipotesi che vede, oggi, una parte dei progettisti statunitensi orientarsi verso un'architettura di nicchia, a scala ridotta, intima, confidenziale, se non introversa, propensa ad un vernacolo a maglie larghe che include anche il Moderno.
Questa architettura si esprime al meglio negli spazi naturali o in quelli scarsamente edificati e lo fa attraverso due temi tipici della tradizione statunitense: la casa mono-familiare suburbana e l'edificio pubblico di piccole dimensioni, pensato, organizzato e gestito da una comunità ristretta. L'Intimate America si presenta senza un apparato teorico strutturato, anzi appare rifuggirlo; si affida alle riflessioni e alle testimonianze di un fare architettura diretto, la cui dimensione “intima” sembra rispondere anche a una domanda di mercato tesa verso un Moderno dialogante con i luoghi, alleggerito di quell'intellettualismo che per decenni ha caratterizzato gli Stati Uniti.
Un orientamento che può essere considerato come una pacata ma determinata forma di disagio nei confronti del Moderno globalizzato, inventato negli Stati Uniti più di cinquant'anni fa e che proprio nella terra d'origine trova le critiche più sostanziali. Nell'insieme le opere che seguono questa tendenza si presentano come il prodotto di sintesi tra diverse componenti: il pragmatismo costruttivo, la wilderness sebbene addomesticata, il cheapspace, la “tettonica sensibile”, l'anti-intellettualismo, la disaffezione per la città. In particolare, nella conformazione di impianto questi edifici tendono a rifuggire qualunque predeterminazione tipologica, mentre negli alzati si nota una riduzione dell'esuberanza plastica a favore della compattezza volumetrica. Il risultato sono allora architetture che sia nel loro aspetto che nei loro sistemi costruttivi intendono esprimere “sincerità”, una qualità intesa nell'accezione anglosassone del termine, per cui ogni elemento, ogni tecnica appare comprensibile e più che altro accessibile. Più che il risultato finale, allora, ha importanza il modo in cui è stato ottenuto, come nelle opere in auto-costruzione di Rural Studio, pensate e realizzate dagli studenti come anche la casa nel Nebraska di Randy Brown (22), nella casa costruita con materiali riciclati di Single Speed Architects (66), in quella per vacanze di Kieran Timberlake Associates (62) e nell'abitazione a Ellis County di Building Studio (46)."
"Hosianna" e "Mantra"; due termini eterei e mistici che rappresentano due filosofie distanti, due religioni agli antipodi, e un solo rivoluzionario progetto musicale: quello di fondere in un unico flusso sonoro rivelazione cristiana e ritualità induista, tradizione classica occidentale e canti vedici, riscoperta dell'antico e proiezione verso il futuro. Florian Fricke, mente e spirito dei Popol Vuh , lo concepì dopo l'altro suo capolavoro " In Der Garten Pharaos " del 1971. A differenza di quest'ultimo, però, "Hosianna Mantra" rinunciava al mezzo tecnico più usato dai musicisti tedeschi dei primi anni Settanta: l'elettronica, elemento distintivo del rock d'avanguardia teutonico, veniva abbandonata perché, secondo le parole dello stesso Fricke, dato la sua artificiosità, risultava poco funzionale per esprimere la purezza e la profondità dei suoi inni religiosi.
Fricke lavorò su arrangiamenti semplici ma non scarni, preferendo una strumentazione acustica in larga parte di stampo "colto" (piano, clavicembalo, oboe, violino), con componenti rock nelle chitarre, più il tocco di esotismo della tamboura (uno strumento a corde indiano ideale per produrre bordoni). I suoi raffinati comprimari furono il chitarrista Conny Veit degli Amon Duul II , la soprano giapponese Djong Yun, il violinista Fritz Sonnleitner, Robert Eliscu all'oboe e Klaus Wiese alla tamboura ( via http://www.ondarock.it/pietremiliari/popolvuh_hosiannamantra.htm )
in libreria:.... di Charlotte Joko Beck / Zen quotidiano. Amore e lavoro (prefazione di Corrado Pensa)
Astrolabio-Ubaldini 1991, pp.158, € 10,50
"Possiamo paragonare la vita ad una casa; noi viviamo lì e la vita trascorre a modo suo. Conosciamo giornate buie e giorni sereni, e ogni tanto la casa ha bisogno di una mano di vernice. Gli abitanti della casa sono gli attori dello spettacolo che vi viene rappresentato. Ora stiamo bene ora siamo malati, ora siamo contenti e ora scontenti. Come tutti. Viviamo semplicemente la nostra vita in una casa e le cose accadono così come vogliono. Ma, e qui diventa importante la pratica, abbiamo una casa ma è come se fosse incapsulata in un'altra, (…) Viviamo in una bellissima casetta incapsulata dentro un'altra casa. La nostra vita (la casa) così come la viviamo è perfetta. Anche se non ci pare, non c'è niente di sbagliato. C'è quello che c'è. Purtroppo intorno alla casa che già abbiamo ne costruiamo un'altra. La pesantezza della costruzione esterna può far apparire la casetta scura e soffocata; lo strato esterno sembra impenetrabile, terrorizzante, deprimente. L'errore più grande, tanto nella vita quanto nella pratica, è pensare che la casetta (la nostra vita così com'è, con i suoi problemi e i suoi alti e bassi) abbia qualcosa che non va. Così ci affanniamo per tutta la vita a costruire una struttura aggiuntiva."
Nata nel New Jersey nel 1911, pianista presso l'Oberlin Conservatory of Music e madre di quattro figli, Charlotte Joko Beck si è avvicinata allo Zen solo verso i quarant'anni, quando è divenuta allieva di Maezumi Roshi, Yasutani Roshi e Soen Roshi. Dopo anni di pratica al centro Zen di Los Angeles, è stata riconosciuta terza erede nel dharma di Maezumi Roshi e, dal 1983, si è trasferita nel centro Zen di San Diego che ha lasciato nel luglio del 2006. Attualmente vive a Prescott in Arizona
da marzo al cine:.... di Wes Anderson / The Darjeeling Limited
trama:Tre fratelli e un viaggio in treno, attraverso i paesaggi affascinanti dell'India, per compiere un viaggio spirituale che diventa un modo per ritrovare se stessi e riscoprire un rapporto famigliare che si credeva perso; il nuovo film di Wes Anderson ritorna ad occuparsi delle tematiche che lo hanno portato al successo ( I Tenenbaum , Le avventure acquatiche di Steve Zissou ) e lo fa con il suo inconfondibile stile allegorico e visionario.
Owen Wilson , Adrien Brody e Jason Schwartzman interpretano Francis , Peter e Jack : tre fratelli che dopo la morte del padre non si sono più incontrati. Il maggiore della famiglia, Francis , li obbliga a compiere un viaggio spirituale, dopo aver subito un incidente che lo ha lasciato gravemente ferito e gli ha fatto capire l'importanza della famiglia. Peter si presenta sul treno The Darjeeling limited con le valigie ed altri oggetti paterni, lasciandosi alle spalle una moglie incinta. Il minore, Jack , è uno scrittore non ancora ripresosi dalla fine della sua storia d'amore. Nonostante la precisa organizzazione di ogni aspetto del viaggio, una serie di eventi inaspettati e tragicomici costringerà i tre fratelli a proseguire il proprio cammino da soli e senza guida, tra momenti drammatici e situazioni surreali. Wes Anderson ha scritto The Darjeeling limited insieme a Roman Coppola e Schwartzman . Sono presenti, ma solamente per brevi apparizioni, Bill Murray e Anjelica Houston (la madre dei fratelli); Natalie Portman (nel ruolo dell'ex fidanzata di Jack ) recita invece in Hotel Chevalier cortometraggio che precede la proiezione del film.
Wes Anderson: è nato a Houston, Texas, nel 1969. Texano Ha studiato filosofia all'Università del Texas, dove ha conosciuto l'amico/attore Owen Wilson, co-sceneggiatore dei primi tre film. Nel cinema ha esordito nel 1994 con il corto in 16 mm Bottle Rocket , diventato poi un lungometraggio nel 1996 ( Un colpo da dilettanti ). Nel 1998 ha attirato l'attenzione della critica con Rushmore , ritratto dolceamaro e in parte autobiografico di un adolescente ipercreativo, immaturo e capriccioso. Grande successo nel 2001 per I Tenenbaum , ritratto di una bizzarra famiglia newyorkese di ex bambini prodigio. Del 2005 è la successiva commedia sullo stile de I Tenenbaum , con un cast di tutto rispetto capeggiato dal laconico Bill Murray, Le avventure acquatiche di Steve Zissou , divertente parodia delle avventure di Jacques Cousteau
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Stefano Boeri è direttore della nuova Abitare: come raccontare gli spazi ed i progetti della vita contemporanea? Questa domanda e' alla base delle linee di sviluppo della rivista che guarda al design al progetto d'interni all' architettura con l'obiettivo di capire e rappresentare come siano vissuti ed utilizzati i luoghi e gli oggetti di oggi. Postazione remota ben fatta con molto materiale fotografico ed ampie anticipazione dei contenuti editoriali
Architetto e fotografo Stefano Caiulo è un prima di tutto un carissimo amico con il quale condivido esperienze e momenti evolutivi cruciali. Stefano a da poco aperto un suo spazio blog in continuo aggiornamento
Innesti sovrapposizioni estensioni è il numero 396 dell' Industria delle costruzioni. Curato da Cecilia Anselmi e Carlo Prati il fascicolo monografico offre una ricognizione critica sulle nuove modalità di intervento sull'esistente alla scala urbana e dell'edifico. Un ampia rassegna di progetti selezionati per l'occasione permette di indagare nello specifico attitudini e sensibilità progettuali eterogenee. Con i contributi di Mattia Darò, Emanuela Guerrucci, Federica Morgia e Giampiero Sanguigni.
Trasformare per addizioni Testo di Carlo Prati Questo tipo di architettura -ben rappresentata dai progetti illustrati a seguire in questo numero- che sia il risultato di ambiti di prefigurazioni a priori, controllati quanto più possibile dal progetto o frutto di una sedimentazione cadenzata nel tempo -propria di una logica casuale ed apparentemente caotica- riflettente in se le “autonome” dinamiche di mutazione del contesto in cui si cala, sembra declinarsi secondo modalità che in questa sede è stato necessario distinguere sinteticamente in tre principali sottoinsiemi: innesti sovrapposizioni ed estensioni. Di seguito dunque una guida alla lettura del numero ed un chiarimento sulla logica che è sottesa alla scelta degli esempi proposti dai curatori(continua)
Le opere in rassegna: 5+1 AA, Riqualificazione dell'Area Frigoriferi Milanesi / CEPEZED, La nuova ambasciata olandese a Roma / Jean Nouvel, Reina Sofia Museum Madrid / Francis Soler, Ministère de la Culture et de la Communication a Parigi / Edouard Francois, Fouquet's Barrière / Surface, Queen Mary's Graduate Facility / EM2N, Theater 11 Zurigo / Floor Arons & Arnoud Gelauff,De Plussenburgh a Rotterdam / UN studio, Tea House on bunker /JHK Architecten, De Brug a Rotterdam / Naoto Yamakuma, Flower Shop a Osaka
l'industria delle costruzioni:: La rivista tecnica dell'ANCE da gennaio 2002 ha cambiato veste. Si e' rinnovata sia nel progetto grafico che nei contenuti, attraverso un piano editoriale piu' organico e mirato a offrire, una visione completa delle architetture contemporanee e delle grandi opere realizzate in Italia e nel mondo. Un aggiornamento costante affrontato attraverso numeri monografici, con approfondimenti dei temi di ricerca curati da esperti. Direttore Giuseppe Nannerini, capo redattore Domizia Mandolesi http://www.lindustriadellecostruzioni.it/
"..Analogamente a quanto avviene per il linguaggio, ad esempio, che ha le sue regole e queste sono di comune accordo accettate a livello collettivo, anche in ambito architettonico esistono leggi e convenzioni condivise in grado di garantire il buon esito della costruzione: la struttura, il materiale, la tecnica costruttiva, la forma sono tutti vincoli inderogabili ai quali ogni progettista deve attenersi affinché la sua realizzazione possa sostenersi e concretarsi. Ma è innegabile che al contempo la riflessione che anima e caratterizza il carattere complessivo di una determinata opera architettonica possa fondarsi su equilibri ben più instabili, in grado di mettere in discussione le convenzioni comuni in precedenza descritte. Il presente studio sceglie di ricercare gli aspetti inconsci della costruzione, basandosi sulla convinzione che siano questi a determinare la corrispondenza tra edificio e uomo, e quindi tra manufatto e mondo naturale. Sono queste considerazioni a suggerire una possibilità di lettura ed interpretazione del manufatto per mezzo di categorie concettuali derivate dalla ricerca in ambito psicanalitico, quali appunto gli Archetipi, la cui teorizzazione è correlata direttamente al concetto di inconscio collettivo, in quanto questi ne sostanziano il contenuto. Nel testo della conferenza “Gli archetipi dell’inconscio collettivo” tenuta da Carl Gustav Jung nel 1934, e in seguito sottoposto a revisione e ripubblicato nella sua stesura definitiva nel 1954, lo psicanalista zurighese approfondisce e perfeziona il concetto di inconscio in precedenza postulato da Sigmund Freud."Dapprima il concetto di inconscio si limitò a designare la situazione di contenuti rimossi o dimenticati. Per Freud l’inconscio, benché almeno metaforicamente compaia già come soggetto attivo, in sostanza non è altro che il punto in cui convergono quei contenuti rimossi o dimenticati e deve ad essi soli il suo significato pratico.Conseguentemente, secondo questo modo di vedere, esso è prevalentemente di natura personale"Sebbene Jung convenga sul fatto che una parte dell’inconscio abbia uno strato superficiale di carattere personale –inconscio personale– rifiuta l’impostazione freudiana e postula l’esistenza di un energia psichica in senso lato, dominata da immagini primordiali, capaci cioè di generarsi autonomamente, percepibili dalla coscienza, ma originate da una matrice inconscia condivisa da tutti....
Itinerario Svizzero, il numero 385 de “l’industria delle costruzioni” Interamente dedicato all’architettura Svizzera contemporanea, è curato dal sottoscritto con la preziosa e paziente collaborazione di Cecilia Anselmi. La rivista si apre con un saggio introduttivo in cui ripercorro le principali vicende culturali che hanno impegnato ricerca e costruzione nella confederazione elvetica dal dopoguerra ad oggi. Influenze e segmenti che si intersecano, architettura italiana e lettura della tradizione, rapporto con il moderno, la lezione di Aldo Rossi, sono alcuni dei temi che costituiscono l’approdo ideale di questo testo. Il distillato di una ricerca che m’ impegna ormai da quattro anni. Il tutto riguardato con l'occhio del progettista disilluso sulle sorti attuali della disciplina nel nostro paese, ma al tempo stesso reso fiducioso ed ottimista dalle testimonianze e ricerche della nuova generazione di progettisti svizzeri. Non la fuga dunque ma una riflessione che possa ripartire dalle piccole cose, dalle radici comuni e condivise, da noi stessi contemplati attraverso il nostro compagno segreto. In questo quadro ed a testimonianza della vivace e feconda stagione della architettura transalpina si presentano nove recenti realizzazioni, paradigmi di un percorso progettuale e geografico unico e di grande fascino. Un notevole numero di edifici inediti sono a firma di architetti al di sotto dei quarant’anni ( tra gli altri EM2N, Fuhrimann & Hächler, Dolenc & Scheiwiller ). Per la prima volta in Italia si presentano due recenti realizzazioni di Valentin Bearth e Andrea Deplazes nonchè l’intervento di ampliamento e restauro della Villa Garbald di Gottfried Semper ad opera dello studio Miller & Maranta. Architetture alla grande scala di Diener & Diener e Betrix & Consolacio completano la rassegna complessiva e l’itinerario. Per l’occasione ho deciso di aprire un piccolo sito all’interno di cp.com, una pagina interamente dedicata a questo lavoro che finalmente vede la luce: all’interno si apre una prospettiva complessiva sul numero con estratti ed immagini, elenco ed indirizzi delle librerie presso le quali acquistarlo e possibilità di sottoscrivere abbonamenti on-line all’industria delle costruzioni, abbonamento che ovviamente consiglio caldamente. Buona navigazione e soprattutto, buona lettura.\\ swissitineraryMicrosite:.... go
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