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i deprecabili

     
 
postcards #1
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Sirius space party postcards #2
this island ravello postcards #3
the drug of a nation postcards #4
voyages en zig-zag postcards #5
I am legend postcards #6
the birth of a nation postcards #7
the man from utopia postcards #8 add 04/27
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legna da ardere  
the boom  
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racconti del parentado  
i deprecabili atto II°  
mayacitta  
       

giovedì 2 Luglio 2009 ore 16.58

prendere la mente per amico // PACO RABANNE 1969 // Alan Hawkshaw - Transcendental Meditation / KPM 1169 ARP ODYSSEY - 1975

 

giovedì 23 Aprile 2009 ore 18.06
Aracnia
Controllori di volo pronti per il decollo.
Telescopi giganti per seguire le stelle
navigare navigare nello spazio nello spazio ... di più.


Battiato, No time no space// mondi lontanissimi 1985

Tre milioni di abitanti stipati in un catino, tre milioni di aracnidi rinserrate tra le cuspidi dei castelli di antracite e le prime sabbie di alpha centaury. Il grande oceano da un lato e la cinta di salnitro dall'altro. La superficie del pianeta è soggetta a continui smottamenti. Il rumore delle trivelle acuisce il senso di alienazione ed aggressività. I Ragni sono una razza selvaggia e tribale, che brulica nel branco, che si accorpa per paura e viltà. Voi osservate di lontano il bagliore che questo brulicare realizza, il bagliore che emerge dalle tenebre di una notte siderale e lontana. Voi osservate con il busto sostenuto dall'alto muro in pietra, lo sguardo diretto ad est e verso il basso. Osservate da qui, da questo eremo galattico, come evapora il corpo della città di Aracnia, osservate da questo punto di silenzio e pace quanta energia si sublima in questo agire compulsivo e frenetico. Fumi rossi e luci di sodio. Osservate mentre il dorso bitorzoluto dei cargo stellari vi sfrecciano sopra la nuca, un frastuono disumano che attende alla metropoli, alla conurbazione dei desideri e delle aspettative tutte.

Ora, sollevandovi da questo terreno vivo e pulsante portate lo sguardo a coincidere allo zenith. Di colpo, come attratti da vortice impetuoso: guardate! La tela della città e compiuta e stesa, irretisce depressioni e picchi, avvolge lambendo corsi d'acqua e mari. La città è immensa e innarestata. Ora potete riconoscere con agio moltitudini di razze ed esseri. Indistintamente impigliati nella rete. Storditi e morti. Gli esser attendono un capo, un ragno che domina ed impartisce ordini ed istruisce comportamenti e costumi collettivi. Egli – osservate - è appunto detto: IL RAGNO. Egli abita il centro di questo rizoma di filamenti e nodi, egli produce il nettare che sostanzia la trappola. Le direttive muovono dunque da questo centro che nel gergo della città di Aracnia è chiamato Palazzo Grazioli.
Il vostro sguardo ora è sprofondato verso il fronte di tale rifugio primordiale.
Captate il senso di stordimento che deriva dall'esservi vicini, dal percepirne i suoni che sono abominevoli e dunque vi producono un sentimento conosciuto come Paura. Il corpo è vuoto e l'incedere di un vacuo nero vi spaventa. Il sentimento provato dagli umanoidi di classe Nexus è stato definito come: Paura della Paura. La sperimentate Ora mentre approssimate a IL RAGNO.

All'interno della Sala della cova egli presenzia ad una riunione con i suoi servitori. Accostate lo sguardo allo stipite e silenziate i bioritmi: il plenum è attivo. Alla sinistra appesi ai filari di bava riconoscete gli attendenti ed i Colonnelli, alla destra invece vi sono le insorgenze sessuali, le maschere ed i buoi. La visione che sostenete ora è amplificata da un suono sordo e costante, un ronzio sotteraneo, ventrale che nella costruzione sonora è monocorde e basso. Tutto all'interno del Palazzo Grazioli e pervaso da tale sibilo assordante e sordo. Le trasmissioni avvengono attraverso canali che gli umani non possono cogliere, sono onde Kolosimo processate dai captatori frullifer.
Il segnale si propaga a partire dalla mente del telepate detto IL RAGNO per mezzo della tela chiamata Aracnia, qui nel ventre molle della conca tiberina. Ora ammettiamo che per concessione vi foste fatto il dono di comprendere tali messaggi, che cosa ne cavereste?
Sareste in grado di coglierne la gravità? L'anomala natura maligna?
Perchè in fondo - al primo ascolto - risalterebbero solo frasi ingenue quasi fossero dette per celia e vaghezza infantile.
Inviti all'ozio ed al candido autocompiacimento

Qui ed ora però le nebbie dell'ignoranza si dissipano improvvisamente, come per miracolo.
Qui ed ora smettete di sentire e per la prima volta Ascoltate.
Qui ed ora smettete finalmente di guardare e finalmente Vedete.
Vedete.
Tutto Questo: (segue)

website grandopening:... http://www.prati-rattazzi.com/

è da un po che mi sto occupando di realizzare postazioni remote e sembra che il mio Karma attuale sia orientato in questa direzione. Per colmare dunque un vuoto sia autobiografico che professionale ho proposto tempo fa a mio padre di ideare, realizzare e gestire il suo spazio web, spazio che fino ad oggi era inesistente. I contenuti sono davvero parecchi, si va infatti dalla documentazione della attività progettuale a partire dai primi anni 70 ad oggi, fino alla produzione artistica di Franz Prati ed a quella “solista” di Luciana Rattazzi – a quest’ultima è dedicato un piccolo sito nel sito. Sono inoltre ospitati materiali inerenti alla vasta ricerca in ambito universitario, così come la documentazione di conferenze seminari e dibattiti recenti e meno.

Franz Prati e Luciana Rattazzi iniziano a lavorare insieme nel 1980, partendo da percorsi d’origine diversa, orientati, tuttavia, verso paesaggi in cui l’architettura tende a stemperarsi nelle tracce del disegno, condensandosi, talvolta, nella sostanza della pittura, per battere attentamente quei terreni dove il progetto si trascrive nel luogo declinando le figure molteplici della messa in scena dell’architettura.
Lo studio si costituisce nel 1981 a Roma esordendo con i progetti per alcuni concorsi nazionali e internazionali. La coniugazione tra la mutevole trasparenza della formazione veneziana, la successiva e vivificante esperienza romana e la pregnante densità della realtà genovese, fissano, in un palinsesto immaginario in cui le tre città evocate si sovrappongono, i tratti caratterizzanti del lavoro dello studio, che nel 1982 si trasferisce in un casale della campagna romana tra Palestrina e Genazzano per ristabilirsi a Roma, a Via Giulia, nel 1985.
Un estratto dal profilo dello studio disponibile qui:..http://www.prati-rattazzi.com/studio.html


on line:.... cp.com postcards / sul sito del dipartimento di italianistica dell' Università Cattolica Péter Pázmány di Budapest / http://olasz.btk.ppke.hu/index_i.php?m=m17

Nella galleria di immagini, sezione della postazione remota dedicata all'iconografia ed alla rappresentazione dello spazio italiano, si raccolgono le ultime postcards realizzate.
Situata a Piliscsaba (Ungheria) nei dintorni di Budapest, L’Universitá Cattolica di Péter Pázmány ha favorito la recente fondazione all'interno della Facoltà di Lettere e Filosofia di un nuovo dipartimento universitario d’italianistica di alto livello. Lo scopo principale è la formazione di specialisti italianisti, che saranno al servizio dei rapporti pubblici ed ecclesiastici italo-ungheresi, come ricercatori di lettere e filosofia.
 
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on print:.... di Suketu Mehta / Maximum City Bombay città degli eccessi / Einaudi 2006, 544 p., € 19.50

Il 14 aprile 1944 un mercantile inglese che ufficialmente trasportava balle di cotone s'incendiò nella rada di Bombay e venne rimorchiato in porto per facilitare le operazioni di spegnimento del fuoco. Le autorità portuali non sapevano che la nave aveva un carico segreto, munizioni e lingotti d'oro e d'argento. Quando l'incendio raggiunse gli esplosivi, il mercantile saltò in aria uccidendo duecentonovantotto persone. Poi, come racconta Suketu Mehta, «cominciò a piovere». Su tutta la città piovvero detriti, mattoni, travi d'acciaio, membra e torsi umani, e naturalmente oro e argento.
Al centro dello stemma della Bombay di Mehta campeggiano le immagini dell'esplosione e della disseminazione. Esplosione demografica, esplosione dei conflitti tra etnie e religioni, frammentazione del tessuto urbano e sociale. Bombay è uno dei luoghi in cui la modernità esplode e si trasforma in una realtà di contrasti che abbagliano e inquietano. Anche le figure dell'immaginario occidentale si ripresentano esasperate nella forma e moltiplicate nel numero. Tutto, a Bombay, è eccesso.
Mehta sceglie il modo più affascinante ed efficace per raccontare la città: ricostruire con il talento del grande narratore i mille romanzi che s'intrecciano nelle strade della metropoli, giorno per giorno. Così entrano in scena Sunil, il teppista indù che un giorno dà fuoco a un musulmano e ottiene gloria e fortuna; Ajay Lal, il poliziotto onesto in un mondo di corrotti; Monalisa, la ballerina del beer bar che sa come condurre il gioco della seduzione; Mohsin, il killer della malavita che vorrebbe un giorno sposarsi per amore. E naturalmente gli attori della più grande industria cinematografica del mondo, quella di Bollywood, dove la vita della città viene rimasticata e digerita per diventare leggenda. Gangster, politici, ballerine, attori, affaristi, prostitute: i personaggi di Maximum City cercavano il loro autore e l'hanno trovato.

Suketu Mehta è scrittore e giornalista. Ha pubblicato i suoi lavori su «The New York Times Magazine», «Granta», «Harper's», «Time», «Condé Nast Traveler», e «The Village Voice». Mehta ha anche partecipato alla sceneggiatura di un film di Bollywood, Mission Kashmir. Con Einaudi ha pubblicato Maximum City. Bombay città degli eccessi (2006 e 2008).

:.... http://www.suketumehta.com/

on line:.... di WM1 / Noi dobbiamo essere i genitori / La "valle perturbante" della nuova narrativa e la necessità di immaginare il futuro, oltre i blocchi emotivi che ostruiscono la visione

Vorrei citare lo scomparso David Foster Wallace. Questo è uno stralcio da una famosa, classica intervista rilasciata a Larry McCaffery per la "Review of Contemporary Fiction", estate 1993. E' l'ultimissima risposta, ed è molto interessante:

"Questi ultimi anni dell'era postmoderna mi sono sembrati un po' come quando sei alle superiori e i tuoi genitori partono e tu organizzi una festa. Chiami tutti i tuoi amici e metti su questo selvaggio, disgustoso, favoloso party, e per un po' va benissimo, è sfrenato e liberatorio, l'autorità parentale se ne è andata, è spodestata, il gatto è via e i topi gozzovigliano nel dionisiaco. Ma poi il tempo passa e il party si fa sempre più chiassoso, e le droghe finiscono, e nessuno ha soldi per comprarne altre, e le cose cominciano a rompersi o rovesciarsi, e ci sono bruciature di sigaretta sul sofà, e tu sei il padrone di casa, è anche casa tua, così, pian piano, cominci a desiderare che i tuoi genitori tornino e ristabiliscano un po' di ordine, cazzo... Non è una similitudine perfetta, ma è come mi sento, è come sento la mia generazione di scrittori e intellettuali o qualunque cosa siano, sento che sono le tre del mattino e il sofà è bruciacchiato e qualcuno ha vomitato nel portaombrelli e noi vorremmo che la baldoria finisse. L'opera di parricidio compiuta dai fondatori del postmoderno è stata importante, ma il parricidio genera orfani, e nessuna baldoria può compensare il fatto che gli scrittori della mia età sono stati orfani letterari negli anni della loro formazione. Stiamo sperando che i genitori tornino, e chiaramente questa voglia ci mette a disagio, voglio dire: c'è qualcosa che non va in noi? Cosa siamo, delle mezze seghe? Non sarà che abbiamo bisogno di autorità e paletti? E poi arriva il disagio più acuto, quando lentamente ci rendiamo conto che in realtà i genitori non torneranno più - e che noi dovremo essere i genitori"

Da quell'intervista sono passati quindici lunghi anni, Wallace non è più tra noi e finalmente capiamo quanto avesse ragione. Noi dobbiamo essere i genitori, i capostipiti, i nuovi fondatori. Abbiamo bisogno di riappropriarci di un senso del futuro, perché sotto il sole sta accadendo qualcosa di radicalmente nuovo. E' un pericolo senza precedenti, è un GROSSO problema e il disincanto non è la soluzione migliore.A mio avviso il dispotismo dell'ironia ha prodotto una sindrome sociale affine all'asimbolia del dolore.
L'asimbolia del dolore è una sindrome neurologica, causata da un danno alla corteccia insulare del cervello. Non rispondi al dolore in modo emotivo, o dài la risposta emotiva sbagliata: ti metti a ridere. ( un estratto dallo scritto di WM1)

:... http://www.carmillaonline.com/archives/2008/10/002804.html

 







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link del mese Maggio / Giugno 2009 : :: http://www.battiato.it

Nell'album Caffé de la Paix, pubblicato nell'autunno del 1993, la poesia L'Uomo dell'Isola dei Giardini, interpretata da Pouran Ghaffarpour, chiude il brano Haiku. Nel Mar delle Tenebre:

quando il sole svanirà
alla fine del viaggio e del tempo,
una luce mirabile occuperà
lo sguardo e gli orizzonti per ogni dove
e nel silenzio brillerà
l'Isola dei Giardini



link del mese Marzo / Aprile 2009 : :: http://www.musicovery.com/
web radio molto accattivante che permette di scegliere la musica attraverso la predisposizione emozionale dell'utente al momento della connessione. Una veste grafica molto accurata ed un ricco archivio musicale diviso per genere o anno completa il quadro di questo piccolo universo remoto. grazie a Roman per la segnalazione
Siti personali, blog, community
http://blgnts.blogspot.com/
Mattia Darò is a free lance architect, adjunct professor in architecture faculty university roma tre, project leader junior for master med domus academy/irfi. This is his personal blog
 
http://www.evasauer.com/
Die Photos von Eva Sauer sprechen eine starke und sehr eigenständige Sprache, die ich 'magischer Realismus' nennen würde. Sie enthüllen die Poesie der Wirklichkeit. Sie dringen in die irreale Ebene der Realität ein und nehmen den Betrachter gefangen."Annie-Isabelle Hanke
 
http://nicolasantini.blogspot.com  Nicola Santini holds Academic Degree and a Phd in Architecture and Urban Design from Florence University. He has been invited to run workshops in Beirut and Bogotà (2008), at Arkitekturzentrum in Wien (2006), has lectured at the Inarc in Rome (2004), Naples (2004), at SACI in Florence. He is the founder with Pier Paolo Taddei of AVATAR ARCHITETTURA  
Architettura
http://www.1ax.it/
1AX was created in 2002 by a team of professionals whose range of work experience enabled an interdisciplinary and integrated approach to architectural design and urban planning. In 2007 the architectural studio of 1AX Associated Architects was set up, its founders are the architects Alessandro Banci, Fabio Ceci, Mauro Manna, Antonello Piccirillo and Luca Piccirillo together with the designer Luca Segarelli.
 
http://www.radarstudio.eu/

Dalla volontà di mettere assieme le esperienze di cinque giovani professionisti, nel 2005 nasce radar, un laboratorio di architettura dove possano convivere la ricerca e la pratica professionale. Dopo un fruttuoso periodo di sperimentazione, a partire dal 2007, radar è diventato uno studio associato. Questa la postazione web

 
http://www.modostudio.eu/
modostudio is a multi-disciplinary practice of architecture, urban planning and industrial design. Profiting from the diversified skills of the founding partners and the continual collaboration with experts from various fields, modostudio combines architectural theory, research, innovation and experimentation with high technical knowledge and professionalism
 
 
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on print / Ricerca italiana // il tema come antidoto

Procedendo con fiducia e confidando nella possibilità di superare le categorie critiche attualmente più diffuse, che propongono per l’architettura italiana riflessioni e analisi incentrate unicamente su fattori di tipo anagrafico o geografico, proviamo a osservare con semplicità e disincanto quello che già c’è, che è presente e tangibile. Il tema come si è detto, costituisce un utile appiglio per verificare lo stato di ricerche che possono ritenersi comuni e condivise da parte degli architetti più sensibili alla costruzione ed al suo contenuto etico e poetico. Gli esiti delle quali sono misurabili in termini di risposte concrete. Un valore aggiunto inestimabile per la nostra cultura architettonica, perché la cura, restituendole dignità e competenze specifiche, offrendole per la prima volta dopo anni di ristagno la possibilità di ritornare al centro della pianificazione politica e sociale complessiva. Non più una disciplina di nicchia per riviste patinate ma nuovo ed essenziale strumento di crescita e rinnovamento.la cronaca attuale è sempre di più in balia di una incertezza che sembra endemica, una situazione questa che perdurando ha consentito il proliferare di comportamenti qualunquistici che minacciano seriamente valori e comportamenti collettivi. Oggi dunque emergono con sempre maggiore insistenza tre tipi di emergenze alle quali possono corrispondere altrettante soluzioni operative che si spera possano essere al più presto recepite ed applicate su scala più ampia.

Conflitto tra aree produttive e zone degradate
L’architettura intesa come scienza operativa in grado di migliorare e restituire dignità a settori di territorio altrimenti abbandonati allo sfruttamento incontrollato, ritrova ragione e senso se applicata mediante interventi di tipo puntuale e selettivo, volti a sanare in modo capillare emergenze e conflitti che attraverso di essa si palesano con clamore. Devono essersi posti questo interrogativo Cherubino Gambardella, Beniamino Servino e Raffaele Cutillo nel momento in cui hanno cominciato a lavorare su fabbricati preesistenti dislocati in piccoli centri tra agro aversano e campania centrale. La questione tutta italiana del degrado del territorio ed in particolar modo delle aree extraurbane del meridione è forse il tema che attualmente si presenta con maggiore clamore e drammaticità. In quanto rappresentazione tangibile di quel intricato sistema di connivenze che in molti denunciano –il libro di Saviano, Gomorra racconta dei Casalesi, l’organizzazione criminale di Casal di Principe- e che definisce oggi uno scenario incontrollato e dagli sviluppi imprevedibili –l’emergenza rifiuti si sviluppa proprio in comuni dell’agro aversano quali Casal di Principe, Giuliano, Marcianise etc- l’architettura spontanea di queste aree è priva di caratteri sostanziali e raggrumata in concrezioni spesso disordinate e sconnesse, che risulta utile conoscere ed indagare. L’architettura italiana per ritrovare se stessa, le sue ragioni e la sua forza deve porsi di fronte a questo scenario nel tentativo di migliorare il patrimonio edilizio esistente trasformandolo. Un problema che non riguarda solo il nostro meridione ma che risulta emergenza globale in quanto corollario imprescindibile di tutte le società capitaliste avanzate.

scarica il pdf:....qui

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Strana vicenda quella legata alla tesi di dottorato. Strana innanzitutto perché irripetibile e sofferta.Strana perché episodica e fulminea. Strana perché essenzialmente intima, sviscerata in modo personale: una nave lasciata navigare in acque perigliose ed incerte priva di timone e rotta.L'orizzonte si libera alla vista del faro di Mendrisio, dove cerco e trovo l'abile e sicuro sostegno di Jacques Gubler: senza di lui questo lavoro non sarebbe mai stato. Questo piccolo *libro* trova in Italia financo un editore coraggioso ed interessato.
Ma nonostante la disponibilità, richieste di sovvenzioni e di soldi tonanti, nelle Accademie fanno scopa con sincero e sofferto diniego. Pacca sulla spalla.
Ma tant’è. Questo si sa, è cosa nota nonchè destino dei più. Almeno dalle nostre parti.
I tempi sono dunque maturi per condividere e raggiungere - forse -uno spettro più ampio di lettori e/o promotori.

da oggi on line
2 ulteriori capitoli del saggio, l'"Introduzione" e la "Via dell'Acqua" che vanno ad aggiungersi alle precedenti porzioni pubblicate. La pagina è rivista nella sua struttura ed alleggerita nel sistema di lettura.

Notavo in un'altra occasione ( I “gradini” di Julien Green) come il simbolo intervenga nell’opera di uno scrittore anche senza la sua volontà; anche, soprattutto, se questi non si rende conto del senso o delle valenze del simbolo presente nella sua creazione artistica. Non si tratta, beninteso, di un “simbolismo” personale, scoperto o interpretato da un certo scrittore (le creazioni di questo genere sono di solito ibride e inerti), bensì del simbolismo ecumenico, universale, facilmente riconoscibile in parecchie culture e fecondo a più livelli (mito, arte architettonica, rituale, iconografia ecc.). Intuito da un creatore, un certo simbolo interviene in un opera d’arte e l’organizza con una sua propria coerenza, con una “logica” nascosta, senza che il poeta realizzi sempre il senso, le proporzioni o le valenze di questo simbolo. Ogni grande creatore riscopre certi simboli, senza saper niente di essi.(…) Nessun dubbio che questi simboli centrali siano “rivelati”; essi provengono da una zona extrarazionale, che possiamo o meno chiamare “inconscio” (visto che s’intendono moltissime cose con questa parola). Fatto sta che approfondendo e facendo luce sul simbolo centrale di un opera d’arte, ne facilitiamo la “comprensione” e il godimento, realizzando le condizioni migliori per una contemplazione estetica ideale. (La contemplazione estetica, del resto, non ha mai escluso, nei periodi d’oro della filosofia, lo studio della metafisica implicita nell’opera d’arte. Non esiste infatti opera d’arte che non sia solidale con un “principio”, quale che sia). Mircea Eliade, L’isola di Euthanasius, in Mircea Eliade L’isola di Euthanasius, ed.Bollati Boringhieri, Torino 2000, p. 22

Ogni opera d’arte e creazione dell’uomo, è come un crogiolo, uno scrigno all’interno del quale si depositano e distillano, esperienze, simboli, ricordi e sensazioni. Il Simbolismo ecumenico, l’archetipo che da questo è composto, esprimono entrambi il complesso di questi fenomeni che convergono –talvolta anche in modo inconsapevole- all’interno dell’opera e che ne influenzano il carattere e l’ordine complessivo. Il luogo dal quale provengono e scaturiscono questi elementi, è un territorio dell’anima, una zona extrasensoriale condivisa a livello collettivo che siamo soliti chiamare Inconscio. Questo è immanente. Risiede nel mito come nelle opere dell’uomo più moderne.

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La monografia sull'opera di Jean Nouvel –tra le poche disponibili in italiano- esce nella collana diretta con passione ed impegno da Giuseppe Nannerini, “I Quaderni de l'industria delle costruzioni”. Una pubblicazione che nei presupposti cerca di proporre una lettura *altra* del lavoro progettuale di Nouvel, architetto francese di fama internazionale nato nel 1945 a Fumel (Lot-et- Garonne).Percorrendo retrospettivamente l'ampio corpus di progetti visioni utopiche e architetture degli anni 80' fino alle realizzazioni stupefacenti degli anni 90 che hanno consolidato ed imposto a livello mondiale la sua figura, la monografia si sofferma su alcuni elementi e concetti chiave ritenuti frammenti di una complessiva ed unica sensibilità architettonico-artistica.La prospettiva assunta è dunque quella della produzione italiana che a partire dall'inaugurazione del nuova sede della società Brembo (il Kilometro rosso) avvenuta nel Maggio del 2007, si va concretando attraverso una serie di realizzazioni di sicuro interesse e qualità (Minimetrò di Perugia, Officine Ferrari a Maranello, Nuovo Padiglione alla Fiera di Genova, tra gli altri) presentate in rassegna mediante foto ed elaborati inediti.Il testo critico è accompagnato dalla testimonianza diretta di Alessandro Carbone, associato e responsabile di Ateliers Jean Nouvel Italia, un prezioso contributo imprescindibile per una introduzione all'opera ed al lavoro sostenuto nel corso di questi anni nella sede romana dell'Ateliers.

A seguire un breve estratto dall'introduzione:...

Un uomo del proprio tempo
Il tempo è una dimensione in perenne mutamento, impermanente e soggetta a costanti modificazioni. Il tempo trascende il consueto dualismo che vede la riflessione filosofica dividersi tra interpretazione lineare o circolare, tra successione di attimi consequenziali e perenne ripetizione di un ora eterna. E così le attività umane che utilizzano il tempo come materia, come elemento costitutivo del loro svelarsi, risentono e riflettono questa impermanenza e questa incertezza. Assiomi, sistemi di pensiero, teorie, consuetudini formali, stili e linguaggi: enunciati, questi presto o tardi si dissolvono come neve al sole.

In architettura sembra in qualche misura valere lo stesso principio: abbiamo stili definiti ed una loro successione, ed abbiamo una critica che è chiamata ad interpretare e a contestualizzare le diverse dicotomie; queste a seconda delle diverse interpretazioni non sono che il succedersi di movimenti e fermenti in aperto antagonismo oppure costruzione di un progetto critico autonomo e onnicomprensivo. In questo incedere sempre uguale a se stesso, monotono e piatto della storia appaiono talvolta figure ed esperienze che sfuggono alle consuetudini, tracce di percorsi non codificabili in forme e matrici consuete, liberi da condizionamenti e dogmi.

download index in formato .pdf (150 kb):.... qui
download cover in formato .jpg (50 Kb) :.... qui
sito:.... http://www.lindustriadellecostruzioni.it/Quaderni.html

I Quaderni de L'Industria delle Costruzioni:
edita da Edilstampa , pubblica volumi monografici dedicati all'opera dei principali progettisti di fama internazionale, con l'obiettivo di fornire un aggiornamento ampio e dettagliato sulle principali tendenze di linguaggio caratterizzanti la produzione architettonica contemporanea

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ALSO FROM HERE YOU CAN GET DA' BOOK

Il disco luminoso penetrò l'atmosfera dopo aver viaggiato attraverso galassie e soli. Una flebile fiamma appena percettibile come di traiettoria incandescente e fulminea. Lama che recide il cielo. Divarica il blu come cerniera aperta sul corpo del tempo. Nei centri radar del globo -in sincro- venne rilevata la misteriosa presenza. Da Calcutta a Nairobi da Tokyo a Central New York City® Velocità di crociera: 7000 Chilometri al secondo. Velocità ultraumana indicibile sconcertante. La notizia, resa incontrollabile, ben presto fu trasmessa dai mass-media e da questi travasata nelle menti inermi dei terrestri. Non passò che un ora ed il disco si preparò all'atterraggio. Landing on Rome!

Con il titolo Alienlog, le cosmicronache si presenta l'edizione riveduta ed adattata per la stampa delle incursioni nei territori della narrativa che dal 2003 fino al 2007 hanno caratterizzato questo spazio virtuale che porta il mio nome. Corredato da immagini e suggestioni grafiche che fin dall'inizio accompagnano gli short cuts, il manoscritto raggiunge il centinaio di pagine e si avvale di una veste grafica specifica; si tratta come detto di una accurata selezione dei materiali fin qui pubblicati: quelli più ironici lirici e disincantati.

Eppure il cuore in questi anni c'è stato, cuore e fatica che retrospettivamente mi stupisco di aver comunque trovato, sempre pensando ai compagni di viaggio, ai lettori e a quei cari affezionati amici che hanno inteso condividere anche per un solo minuto la lettura di queste riflessioni semiserie.

Bene, con questa pubblicazione si chiude un ciclo, si chiude ma non si esaurisce il desiderio di raccontare questo velo illusorio che costituisce la patina sovrapposta, la sovrastruttura del nostro comune agire. Spazio e luce che come cielo si celano dietro le nubi pulviscolari di un pensiero sempre spasmodicamente attivo e chiassoso -a spirale- per l'appunto illusorio.



NB
Crisi, recessione, mercato in prossimità di crollo, esistenze sul limitare, non so a cosa sia ascrivibile. Tutte le ragioni del mondo potrebbero addursi da parte dello staff del sito *che non nomino più*: ad ogni modo da questo ritiro definitivamente il manoscritto “Alienlog le cosmicronache”.
Perché?
Perché portare la pubblicazione per la stampa ad un prezzo di € 11.90 senza guadagno alcuno per l’autore è vergognoso. Farlo senza comunicarlo allo stesso è poi deprecabile.
A questo punto il librettino sarà scaricabile e stampabile unicamente da qui.
Con affetto.

Title: Alienlog, le cosmicronache /
pages: 100 p. /
Scarica:GRATIS :..... ALIENLOGfreedownload

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me, myself and I
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