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venerdì 20 Giugno 2008 ore 14.00
Tale spinnin'

Invito caldamente ad avvalersi dei link contenuti nel testo che segue, ad avvalersene ed a utilizzarli possibilmente in sincro con la parola scritta. Si tratta – in parte - di una sorta di “trasmissione” o “selezione”, la mia ideale e perenne playlist estiva. E poi c'è della scienza doppia H che comunque mi fa piacere parlarne in occasione di alcune prossime uscite romane tipo questa e questa. Il filo conduttore c'è ed è senz'altro la musica di attraversamento o usando un termine che mi piace meno, il crossover.

Estate 1986. la prima estate da liceale.
Iscritto al 3° liceo artistico di Roma.
Andavo a comprare i dischi a Rinascita in via delle Botteghe oscure.
C'era il PCI.
s'abitava a Tormarancia
Chiedevo le 10 mile lire a mio padre.
Talvolta le rubavo di nascosto dal portafoglio.
Compravo i dischi a “nice price”.

Quell'estate del 1986 prima di partire per le vacanze comprai un disco. “Live at Copacabana palace ” degli Azimuth, un vinile stampato a Lille un anno prima dalla SBA records. Non era a prezzo amicoso però.

Ero in mare, il sole a picco, o forse di trequarti perché nel ricordo che serbo di quel momento i riflessi dei raggi che si succedono sulle onde leggere che smuove lo scafo del battello che ci porta alla spiaggia di Laurito, - me e mia madre - sono tenui dolci calmi liquidi. Credo che si trattasse di un piano Hammond, lo strumento che apre nel silenzio “Dona Olimpia” e che cadenza “Voo Sobre o Horizonte”. guardando quel mare sospinto dal gozzo per la prima volta riascoltai con la memoria quel pezzo.

Mentre ero in barca, la costiera a picco a sinistra con le sue bellissime ville: quella di Zeffirelli, quella della Raimonda Gaetani dal cui tetto si tuffavano i forti, l'hotel San Pietro con le piscine private sui terrazzi di ogni camera e le gabbie con rarissimi uccelli tropicali, discese a mare con corpi bellissimi che si tuffano ed i luoghi tra le rocce, ciascuno con un nome ed una leggenda: le Camere Recomone Furore i Galli Laurito.
Josè Roberto Bertrami detto Aldus e Alex Malheiros d'improvviso suonavano quel disco e quei pezzi nella mia testa allora vuota e ricettiva.
Una folgorazione
segue il desiderio di approfondire quel senso di beatitudine estatica,
non a caso estatica,
perché tutta solare e marina
salmastra e di pelle scaldata
negra.

Napoli è questo senso di africanità e negritudine marina, mediterranea.
Non a caso era il mio giovane e napoletanissimo Zio Jeppy che qualche anno prima mi faceva ascoltare Napoli Centrale così come il mio papastro Lelo con i Weather Report gli Area ed i Perigeo .

God bless ya!

(segue ampiamente qui)

 




mercoledì 11 Giugno 2008 ore 14.30

My generation

La domanda da farci è: che saremmo al di fuori di questi eventi dell'Io? Chi saremmo senza definire un evento? La fonte della nostra intossicazione è il bisogno di aver un evento per essere qualcuno, in quanto il pensiero di non essere nessuno ci è così inconsueto e inquietante che vi opponiamo una forte resistenza.

Christina Feldman, l'equanimità

Accumulazione di stimoli, sembra questo un aspetto ormai assodato del mondo che abitiamo. Molteplicità di prospettive che si riproducono in forma ossessiva sia sul piano collettivo che individuale. Che si stia vivendo un epoca contratta, asciutta, priva di opportunità sembra circostanza riconosciuta e condivisa. La mia generazione – ho 36 anni una moglie e due figlie, sono di razza europea e di nazionalità italiana – per quel che ne capisco è sulla soglia. La linea d'ombra resta ormai superata da tempo e tenere la barra dritta è pratica difficile. Il punto è che non è più possibile – come lo era per i nostri padri e per le nostre madri – immaginare uno sviluppo lineare dell'esistenza che si faccia semplice ed essenziale nei presupposti e nelle finalità. Il punto è che alla nostra generazione è richiesto di moltiplicarsi, di permutarsi in modo esponenziale in un rivolo infinito di figure e riferimenti. Questa accumulazione è deleteria e porta ad una dissoluzione della fiducia e della confidenza con se stessi. La tossina è dunque costituita da questo passare in modo inconsapevole attraverso una miriadi di eventi e forme differenti e all'interno di queste conformare le proprie opinioni ed affezioni temporanee. Laddove possibile siamo dunque professionali e pragmatici, se il contesto lo permette diamo ampio sfogo alla nostra esigenza di protagonismo affermazione mondana o aggressività e se ne avremmo la fortuna potremmo anche covare l'istinto filantropico dell'insegnate, che forgia nuove generazioni pronte a farsi la vita a testa alta.


Io, Architetto
un tentativo di autorappresentazione del quotidiano


Architettino
l'idea del giovane architetto impegnato nella ricerca. Pensiamo ad un sacco bello di Carlo Verdone in particolare alla mitica figura del Dottorino, colui che è chiamato a risolvere le coliche renali di cui è preda il compagno di viaggio di Alfio il mandrillo in dirotta su Cracovia. Eventi, presentazioni, vernissage, aperitivi e bellezza. Un universo salubre che si accorda alle tentazioni della vita mondana, del Jet set mondiale. Aristocratico e trasversale negli interessi è volutamente disinteressato autocritico ed equanime. Generalmente questo distacco è la misura che il giovane architetto frappone tra sé ed il mondo reale.


Ricercatore

una vita di studio sincero, una vocazione filantropica volta alla formazione ed alla creazione di un immaginario e di una poetica. Una possibilità di autodefinirsi per mezzo degli altri. Riconoscere che i propri sforzi hanno un importante ricasco sul bene collettivo, sociale, comune; questo è un aspetto importate che nei presupposti darebbe più credito e valore alla scelta intrapresa di coltivare questa passione per l'architettura, tra le molte che la vita ti ha offerto dall'inizio. In questa condizione dell'Io vengono spesso meno le capacità autocritiche a discapito di un apriori fortemente autoreferenziale. Ad esempio nell' etichettare ossessivamente la realtà: il calcio? Pasolini. le dinamiche familiari? Carver. il tramonto? Turner. Lo schizzo? Scarpa. La sedia? Eames. Il mattone? Ridolfi e così via.
(segue ampiamente qui)

 



giovedì 5 Giugno 2008 ore 13.30
Polvere forestiera

nell'architettura italiana non c'è normalità, ma tutto è esaspertato, complicato, difficile. (…) ogni cosa è vista alla luce cruda ed eccessiva del conflitto, un conflitto tra persone, programmi e strategie. Si tende a considerare chi la pensa diversamente come un nemico e non come una persona che ha opinioni non coincidenti con le proprie. Si ragiona e si agisce per schieramenti che si fronteggiano duramente, in una condizione che vede il confronto culturale caricarsi di valori morali, con la conseguenza che chi milita in una certa area considera chi appartiene ad un'altra il portatore di qualche oscuro interesse e non più semplicemente, di concezioni alternative.”

Franco Purini, La misura italiana dell'architettura

Ho scritto un libro che darà un nuovo senso alla ricerca contemporanea sul progetto urbano.
È pubblicato dal massimo editore oggi presente sul mercato.
Ho da fare molte presentazioni e mi chiameranno dovunque sia possibile.

Sono molto occupato.

Ovviamente sarò alla Biennale quest'anno. Avrò modo di divulgare in modo ampio e circostanziato motivi e forme della mia ricerca. Sarà impossibile prescindermi. Ho vinto diversi concorsi è grazie ad alcuni di essi riuscirò presto a costruire. E finalmente mi distanzierò da questo acquitrino putrescente, che mi circonda.

Finalmente posso costruire un edificio. Lo costruirò fuori dai confini patri dimodochè nel giro di pochi anni tutti in italia avranno modo di arguire di che pasta sono fatto. Ho già in previsione di pubblicarlo per dueggì con una monografia ad hoc che - mi hanno assicurato - sarà presto in promozione. Per voi che mi state torno, sarà praticamente impossibile starmi dietro.

D'altronde Io corro dalla mattina quando mi alzo,
a sera quando mi corico.
se mi fermo finisco a zampe all'aria,
e se mi fermo finisco a zampe all'aria.

Stò all'Università e mi chiamano pure Professore, la mia carriera è in continua evoluzione ed ho delle buone prospettive. Ho scritto un testo che ha detta di autorevoli personalità accademiche esprime un progetto critico rivoluzionario, perché – dicono - colma un vuoto, una voragine,
anzi: La Voragine.

Sarà impossibile prescindermi - per chiunque - impossibile decrittarmi, impossibile avermi. I mille rivoli dei progetti che ho in seno sono un rizoma senza fine con deflagrazioni esorbitanti che mi vedono risplendere tra gli astri, tra i mostri sacri: il mio nome fa il paio con Quaroni, Zevi, Tafuri; la mia giovane figura senza essere ancora morto è gia accostata ad un Terragni ad un Persico ad un Sant'Elia. La mia giovane figura è fuoco ispiratore.

(segue ampiamente qui)

 





Martedì 29 Aprile 2008
da oggi il libro Alienlog è scaricabile gratuitamente
sia da questo sito che attraverso il mercato di lulu.com
scarica gratuitamente il manoscritto in versione stampabile:.... ALIENLOGfreedownload
puoi scegliere tra formato .doc (1.25Mb) e .pdf (928Kb)

Life in the woods the man from utopia Sirius space party era glaciale
this island Roma the drug of a nation legna da ardere I deprecabili
this island Ravello il danno voyages en zig-zag Racconti del parentado
I am legend new radicals the boom I deprecabili atto 2°
the birth of a nation alienscoop-slideshow anni 80' Mayacitta

 

 

in libreria:.... di Shunryu Suzuki-roshi / Mente zen, mente di principiante
Astrolabio-Ubaldini
1976, pp.116, € 8,30

"La via del Bodhisattva è chiamata “la via della costanza mentale” o dei “binari ferroviari lunghi migliaia di miglia”. I binari sono sempre uguali. Se dovessero allargarsi o restringersi sarebbe un disastro. Dovunque andiate i binari sono sempre uguali. Questa è la via del Bodhisattva. Perciò, anche se il sole dovesse sorgere a ovest, una sola è la via del Bodhisattva. La sua via è esprimere ad ogni istante la propria natura e la propria sincerità. Abbiamo detto binari, ma in effetti nel caso nostro non c'è nulla del genere. La sincerità stessa costituisce i binari. Il panorama che si vede dal finestrino del treno cambierà, ma i binari su cui corriamo sono sempre uguali. E i binari non hanno nè inizio né fine: binari senza inizio e senza fine. Non esiste un punto di partenza, né una meta, niente da raggiungere. La nostra via è correre semplicemente sui binari e basta. Ecco la natura della pratica Zen. Ma, quando sorge in voi la curiosità per i binari, sorge il pericolo. Non dovete guardare i binari. Se guardate i binari vi verranno le vertigini. Limitatevi ad apprezzare la vista che si gode dal finestrino del treno. Ecco la nostra via. Non c'è alcun bisogno che i passeggeri vadano a curiosare in merito ai binari. (…) La natura di ognuno è sempre la stessa, come i binari."

Tratto dai discorsi che Suzuki-roshi teneva ai propri studenti Zen, questo libro è l'unica testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l'intimo significato dello Zen, collocandosi così, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell'incontro fra oriente religioso e occidente contemporaneo.

Shunryu Suzuki-roshi (1904-1971), appartenente alla linea Soto Zen. Fu un diretto discendente spirituale del grande Dogen. Quando già godeva di una profonda reputazione quale maestro zen, nel 1958, all'età di cinquantatre anni, Suzuki-roshi giunse in America per quella che intendeva essere una breve visita. Fù però talmente impressionato dalla “mente di principiante” e dalla serietà incontrata fra gli americani interessati allo Zen che alla fine decise di rimanere in permanenza, stabilendosi a San Francisco. Grazie all'aflusso dei tanti che volevano unirsi a lui nella pratica, si costituì il gruppo di meditazione chiamato Zen Center.

http://www.astrolabio-ubaldini.com/



in libreria:.... di Charlotte Joko Beck / Zen quotidiano. Amore e lavoro (prefazione di Corrado Pensa)
Astrolabio-Ubaldini
1991, pp.158, € 10,50

"Possiamo paragonare la vita ad una casa; noi viviamo lì e la vita trascorre a modo suo. Conosciamo giornate buie e giorni sereni, e ogni tanto la casa ha bisogno di una mano di vernice. Gli abitanti della casa sono gli attori dello spettacolo che vi viene rappresentato. Ora stiamo bene ora siamo malati, ora siamo contenti e ora scontenti. Come tutti. Viviamo semplicemente la nostra vita in una casa e le cose accadono così come vogliono. Ma, e qui diventa importante la pratica, abbiamo una casa ma è come se fosse incapsulata in un'altra, (…) Viviamo in una bellissima casetta incapsulata dentro un'altra casa. La nostra vita (la casa) così come la viviamo è perfetta. Anche se non ci pare, non c'è niente di sbagliato. C'è quello che c'è. Purtroppo intorno alla casa che già abbiamo ne costruiamo un'altra. La pesantezza della costruzione esterna può far apparire la casetta scura e soffocata; lo strato esterno sembra impenetrabile, terrorizzante, deprimente. L'errore più grande, tanto nella vita quanto nella pratica, è pensare che la casetta (la nostra vita così com'è, con i suoi problemi e i suoi alti e bassi) abbia qualcosa che non va. Così ci affanniamo per tutta la vita a costruire una struttura aggiuntiva."

Nata nel New Jersey nel 1911, pianista presso l'Oberlin Conservatory of Music e madre di quattro figli, Charlotte Joko Beck si è avvicinata allo Zen solo verso i quarant'anni, quando è divenuta allieva di Maezumi Roshi, Yasutani Roshi e Soen Roshi. Dopo anni di pratica al centro Zen di Los Angeles, è stata riconosciuta terza erede nel dharma di Maezumi Roshi e, dal 1983, si è trasferita nel centro Zen di San Diego che ha lasciato nel luglio del 2006. Attualmente vive a Prescott in Arizona

http://www.astrolabio-ubaldini.com/

 

 

in libreria:.... di Franco Purini / La misura italiana dell'architettura
Laterza
2008, pp.200, € 18,00


Franco Purini delinea una serie di percorsi critici e interpretativi capaci di gettare nuova luce su vicende e figure emergenti del modo italiano di fare architettura nel secondo Novecento. Il suo discorso individua e delinea cinque componenti fondamentali attualmente attive e operanti nella nostra architettura, cinque diverse "generazioni" di architetti, ciascuna guidata da presupposti teorici e progetti culturali divergenti, quando non apertamente conflittuali. Se è possibile rintracciare una certa continuità tra la linea dell'affrancamento al dogmatismo modernista, perseguita da un gruppo di progettisti che oggi hanno tra i settanta e gli ottantanni e tra cui spiccano nomi come Vittorio Gregotti, Gae Aulenti, Guido Canella, e il successivo postmodernismo di architetti come lo stesso Purini, Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, totalmente devoti al "progetto di crisi" di Manfredo Tafuri e fortemente segnati dal discorso politico del '68, la generazione dei cinquantenni di oggi segna una brusca e improvvisa rottura della continuità con la tradizione italiana. Dagli anni Ottanta gli architetti del nostro paese rinnegano l'operato dei loro predecessori per volgersi alle tesi internazionali dell'architettura olandese di Rem Koolhaas e a suggestioni americane e anglosassoni. Una tendenza che viene fatta propria, ed esasperata, anche dalle due generazioni successive

http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842085171

Franco Purini insegna Composizione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Architettura Valle Giulia dell'Università di Roma La Sapienza. È autore, tra l'altro, di Luogo e progetto (Roma 1976), Around the shadow line: beyond urban architecture (Londra 1984), Sette Paesaggi (Milano 1989), O que està feito astà por fazer (Rio de Janeiro 1998), La città uguale (Padova 2005). Tra le sue realizzazioni, il Sistema delle Piazze, la Casa del Farmacista e la Casa Pirello a Gibellina, un isolato residenziale a Napoli, il restauro delle Ex Scuderie Medicee di Poggio a Caiano, il Complesso Parrocchiale di San Giovanni Battista a Lecce. Ha recentemente progettato una torre residenziale a Roma e un grattacielo a Shanghai. Il suo lavoro è stato oggetto di numerose mostre in Italia e all'estero.


onprint:.... Duka e Marco Philopat / roma K.o.

Alla fine sai cosa penso, Gerardo?
Abbiamo fatto bene a scatenare quel putiferio l'altro giorno...
È ora di farne scoppiare un altro.

Roma, settembre 2008. Il Corviale, leviatano edilizio lungo un chilometro, subisce all'improvviso gravi danni strutturali. Il sindaco V. decide di trasferire i suoi seimila abitanti in una tendopoli allestita negli studios di Cinecittà, proprio a ridosso di un grande centro commerciale. La rabbia degli sfollati e l'irrefrenabile desiderio di possedere merci fanno scattare un meccanismo fuori dagli argini della razionalità, destinato a cambiare persino gli equilibri meteorologici della città eterna.
Il romanzo si svolge in cinque adrenalinici giorni, con la continua irruzione della voce del Duka che, attraverso iperboliche testimonianze, narra trent'anni di inedita storia underground, fino allo scontro frontale, a tutta velocità, tra fiction e realtà. Un pugno da K.O. a qualsiasi forma di normalizzazione.

http://www.agenziax.it/?pid=22&sid=30

Duka
ironico bardo della controcultura romana, scrive recensioni di musica e letteratura per “Liberazione” e ha pubblicato I hate music (Meridianozero). Marco Philopat è agitatore culturale e scrittore. Ha pubblicato: Costretti a sanguinare , La banda Bellini , I viaggi di Mel e Lumi di punk .
onstereo:.... Portishead / third

dopo 11 anni: gente seria!

"Can an album really be a departure if it's the first thing a group's released in 11 years? It ideally would be for a genre-bound band turned brand name like Portishead: As much as there is to miss about the mid-late 1990s, the time for any trip-hop revival is far into the future, and picking up right where they left off in 1997 would make Portishead some kind of sad cipher coasting on the fumes of an exhausted trend-- something they've always been above. If the voice of Beth Gibbons wasn't so ingrained in the consciousness of a whole generation of indie kids, you could look at Third as a sort of re-debut; it posits that the sound of Portishead can actually exist even after the group excises every possible remnant of trip-hop from it. As radical reinventions go, Third is surprisingly natural. You can credit Gibbons as the familiarizing factor: She possesses a voice that seems impossible to shackle to just one musical setting, even if it already sounds perfectly at home in brooding downtempo ambience. As the most recognizable component of the group, she has the most established stylistic tendencies-- subtle quivers, an ability to go from hushed to piercing without laboring over the transition, an aching timbre that expresses anxious vulnerability better than nearly any other singer-- and she slips back into them comfortably when she needs to" (Nate Patrin, extract from http://www.pitchforkmedia.com/article/record_review/50072-third)

http://www.portishead.co.uk/

onstereo:....the herbaliser / Same As It Never Was

The Herbaliser are all about moving forwards, onwards and upwards. Bonding over a shared love of jazz, funk, rare groove and hip-hop in the early 1990s, West London duo Jake Wherry and Ollie Teeba have evolved with each chapter in their 15-year story. First it was instrumental beats, breaks and samples. Then they added guest rappers and vocalists. Later, as international festival favourites, their line-up swelled into a mini-orchestra with lush arrangements to match.

On their latest album, Same As It Never Was, The Herbaliser hit a dazzling new peak. With a new label (K7), a new main vocalist, and a new focus on soulful songwriting, this is their richest and most diverse record so far. A timeless modern soul record, it should appeal not just to specialist fans but also to a new generation seduced by the knowing pop-soul nostalgia of Amy Winehouse or Mark Ronson. Glossy and gritty, organic and eclectic, Same As It Never Was builds on the band's hip-hop roots with jazz, funk, R&B, pop and instrumental soundtrack influences.


http://www.myspace.com/theherbz

onstereo:....the boomers / Fast & Bulbous

The BOOMERS are: Marco Marraccini - Vocals, Guitar Alessandro Peana - Guitar, Dobro, Chorus Fausto Delfini - Drums
This album was recorded in Rome - Italy, in the Boomers' cellar, during 2007. It's a self-produced album in all his phases,
The Boomers are for free circulation of ideas and of art in genre: all the tracks of this CD can be completely and free downloaded from the website which we invite you to visit. http://www.boomers.it/

Warning: this is a rock'n'roll album. If you're looking for something else, please just leave it where you've found it.

See the boomer live June 27 at INIT Via della stazione Tuscolana in Rome


onprint:.... WM4 / stella del mattino

Il cavaliere è vestito di bianco e nessuno può vederlo in volto. Ha il potere di distruggere ciò che tocca e il dono di essere ovunque. Nessuno sa dove si nasconda, appare e scompare, il deserto è la sua casa, le rocce il suo cibo. E' come l'aria, è il vento che soffia. Un giorno attraversa il Grande Nefudh, il giorno dopo si bagna nel Mar Morto. Il suo nome vola da un'oasi all'altra. I pellegrini in viaggio verso la Mecca lo avvistano nelle tempeste di sabbia e lo chiamano Iblis, il Diavolo. Tutti lo temono. Anche tu.

http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/

Oxford, 1919. Il Primo conflitto mondiale è appena terminato e una schiera di giovani reduci torna sui banchi universitari. Le ombre dei compagni morti popolano le loro notti e la routine accademica non ha risposte da offrire all'orrore vissuto al fronte.
Da un giorno all'altro l'austera quiete dei college è turbata dall'arrivo di T. E. Lawrence, il leggendario «Lawrence d'Arabia». Partito da Oxford come archeologo e divenuto ispiratore della rivolta araba contro i turchi, l'uomo d'azione ha ora un nuovo incarico: scrivere il memoriale della propria impresa. Mentre i ricordi prendono vita, la saga di «Lord Dinamite» si alterna alle vicende di tre sopravvissuti al massacro.
John Ronald Reuel Tolkien, filologo e scrittore di racconti.
Clive Staples Lewis, studente di lettere che dalla guerra ha avuto in dono una doppia vita.
Robert Graves, poeta che tenta invano di affrancare i propri versi dall'incubo delle trincee.
L'incontro con Lawrence cambierà per sempre le loro vite, costringerà ognuno a confrontarsi con i propri fantasmi e sarà il punto d'origine di nuove memorabili storie.

onprint:.... Gianni Solla / Airbag.

Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d'ira ed è vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l'audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga i dialoghi, ne impara a memoria intere frasi e le usa per riconfigurare una propria nuova mappa emotiva.Viviana è obesa, e tutte le sere chiama il numero anti-violenza, sussurrando perché suo marito non la senta. Dal telefono al televisore di Maurizio: quelle telefonate diventano un'ossessione. Viviana diventa il suo Cristo con le bruciature di sigaretta sulle braccia, l'unica capace di redimerlo. La segue, ne traccia un profilo psicologico e, infine, si decide a incontrarla. Poi la morte del fratello di Maurizio, paralizzato a seguito di un incidente automobilistico, l'incontro con una squillo di lusso, il tango, i naziskin, una spirale di incastri narrativi. Airbag narra le storie così come non dovrebbero essere, un perimetro disturbante di parole a delimitare l'area di una vicenda scritta e vissuta interamente sopra le righe.

http://www.hotelmessico.net/airbag.asp

Gianni Solla
Napoli, 1974. Pubblica racconti nelle antologie Hard Blog (Mondadori), Sex Uniform (Mondadori), Watersex (Mondadori), Inadatti al volo (Giulio Perrone), Pinokkio bloody story (Nero_Passero). Nel 2006 pubblica la raccolta di racconti Seppellitemi con l'accappatoio (RGB). I suoi racconti sono stati letti su Playradio e RaiFutura. Ha pubblicato sulla rivista "Toilet" e sul quotidiano "Il Roma". Tiene una rubrica fissa sul quotidiano "Il Napoli". Airbag è il suo primo romanzo.

 

 

enter in links

link del mese Luglio / Agosto 2008_1 : :http://www.cuke.com/

An archival site on the life and world of Shunryu Suzuki and those who knew him and anything else DC feels like - originally a site for Crooked Cucumber: the Life and Zen Teaching of Shunryu Suzuki - not crookedcuke.com

 

link del mese Luglio / Agosto 2008_2 : : http://en.wikipedia.org/wiki/Shunryu_Suzuki

Was a Soto Zen priest born in the Kanagawa Prefecture of Japan. Suzuki was occasionally mistaken for the Zen scholar D.T. Suzuki, to which Suzuki would reply, "No, he's the big Suzuki, I'm the little Suzuki."


 

 

Siti personali, blog, community:.... recommended links! 2/07/08 : : http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=GIUSEPPE_GENNA_-_Il_Miserabile_31

l'ipnotico blog di Giuseppe Genna: "E' con estrema gioia che dò il ferale annuncio: dopo avere resistito anni all'impero della blogosfera, da oggi, grazie a www.la7.it, il web dell'omonima rete televisiva, è aperto il primo blog personale del Miserabile sottoscritto. Si intitola, appunto, il Miserabile : il motivo è noto a chi frequenta queste latitudini. Sul blog de la7.it, ogni giorno (o quasi) il Miserabile scrittore darà sfogo a quanto potrà, accennando anche alla letteratura"

 

 

Musica:.... recommended links! 2/07/08 : : http://www.beastieboys.com/

Official site. News, biography, lyrics, tour dates, timeline, message board, audio, video, merchandise, and links.

La monografia sull'opera di Jean Nouvel –tra le poche disponibili in italiano- esce nella collana diretta con passione ed impegno da Giuseppe Nannerini, “I Quaderni de l'industria delle costruzioni”. Una pubblicazione che nei presupposti cerca di proporre una lettura *altra* del lavoro progettuale di Nouvel, architetto francese di fama internazionale nato nel 1945 a Fumel (Lot-et- Garonne).

Percorrendo retrospettivamente l'ampio corpus di progetti visioni utopiche e architetture degli anni 80' fino alle realizzazioni stupefacenti degli anni 90 che hanno consolidato ed imposto a livello mondiale la sua figura, la monografia si sofferma su alcuni elementi e concetti chiave ritenuti frammenti di una complessiva ed unica sensibilità architettonico-artistica.

La prospettiva assunta è dunque quella della produzione italiana che a partire dall'inaugurazione del nuova sede della società Brembo (il Kilometro rosso) avvenuta nel Maggio del 2007, si va concretando attraverso una serie di realizzazioni di sicuro interesse e qualità (Minimetrò di Perugia, Officine Ferrari a Maranello, Nuovo Padiglione alla Fiera di Genova, tra gli altri) presentate in rassegna mediante foto ed elaborati inediti.

Il testo critico è accompagnato dalla testimonianza diretta di Alessandro Carbone, associato e responsabile di Ateliers Jean Nouvel Italia, un prezioso contributo imprescindibile per una introduzione all'opera ed al lavoro sostenuto nel corso di questi anni nella sede romana dell'Ateliers.

A seguire un breve estratto dall'introduzione:...

Un uomo del proprio tempo
Il tempo è una dimensione in perenne mutamento, impermanente e soggetta a costanti modificazioni. Il tempo trascende il consueto dualismo che vede la riflessione filosofica dividersi tra interpretazione lineare o circolare, tra successione di attimi consequenziali e perenne ripetizione di un ora eterna. E così le attività umane che utilizzano il tempo come materia, come elemento costitutivo del loro svelarsi, risentono e riflettono questa impermanenza e questa incertezza. Assiomi, sistemi di pensiero, teorie, consuetudini formali, stili e linguaggi: enunciati, questi presto o tardi si dissolvono come neve al sole.

In architettura sembra in qualche misura valere lo stesso principio: abbiamo stili definiti ed una loro successione, ed abbiamo una critica che è chiamata ad interpretare e a contestualizzare le diverse dicotomie; queste a seconda delle diverse interpretazioni non sono che il succedersi di movimenti e fermenti in aperto antagonismo oppure costruzione di un progetto critico autonomo e onnicomprensivo. In questo incedere sempre uguale a se stesso, monotono e piatto della storia appaiono talvolta figure ed esperienze che sfuggono alle consuetudini, tracce di percorsi non codificabili in forme e matrici consuete, liberi da condizionamenti e dogmi.

download index in formato .pdf (150 kb):.... qui
download cover in formato .jpg (50 Kb) :.... qui
sito:.... http://www.lindustriadellecostruzioni.it/Quaderni.html

I Quaderni de L'Industria delle Costruzioni:
edita da Edilstampa , pubblica volumi monografici dedicati all'opera dei principali progettisti di fama internazionale, con l'obiettivo di fornire un aggiornamento ampio e dettagliato sulle principali tendenze di linguaggio caratterizzanti la produzione architettonica contemporanea


 

Innesti sovrapposizioni estensioni è il numero 396 dell' Industria delle costruzioni. Curato da Cecilia Anselmi e Carlo Prati il fascicolo monografico offre una ricognizione critica sulle nuove modalità di intervento sull'esistente alla scala urbana e dell'edifico. Un ampia rassegna di progetti selezionati per l'occasione permette di indagare nello specifico attitudini e sensibilità progettuali eterogenee. Con i contributi di Mattia Darò, Emanuela Guerrucci, Federica Morgia e Giampiero Sanguigni.

Trasformare per addizioni Testo di Carlo Prati
Questo tipo di architettura -ben rappresentata dai progetti illustrati a seguire in questo numero- che sia il risultato di ambiti di prefigurazioni a priori, controllati quanto più possibile dal progetto o frutto di una sedimentazione cadenzata nel tempo -propria di una logica casuale ed apparentemente caotica- riflettente in se le “autonome” dinamiche di mutazione del contesto in cui si cala, sembra declinarsi secondo modalità che in questa sede è stato necessario distinguere sinteticamente in tre principali sottoinsiemi: innesti sovrapposizioni ed estensioni. Di seguito dunque una guida alla lettura del numero ed un chiarimento sulla logica che è sottesa alla scelta degli esempi proposti dai curatori(continua)Le opere in rassegna: 5+1 AA, Riqualificazione dell'Area Frigoriferi Milanesi / CEPEZED, La nuova ambasciata olandese a Roma / Jean Nouvel, Reina Sofia Museum Madrid / Francis Soler, Ministère de la Culture et de la Communication a Parigi / Edouard Francois, Fouquet's Barrière / Surface, Queen Mary's Graduate Facility / EM2N, Theater 11 Zurigo / Floor Arons & Arnoud Gelauff,De Plussenburgh a Rotterdam / UN studio, Tea House on bunker /JHK Architecten, De Brug a Rotterdam / Naoto Yamakuma, Flower Shop a Osaka l'industria delle costruzioni:: La rivista tecnica dell'ANCE da gennaio 2002 ha cambiato veste. Si e' rinnovata sia nel progetto grafico che nei contenuti, attraverso un piano editoriale piu' organico e mirato a offrire, una visione completa delle architetture contemporanee e delle grandi opere realizzate in Italia e nel mondo. Un aggiornamento costante affrontato attraverso numeri monografici, con approfondimenti dei temi di ricerca curati da esperti. Direttore Giuseppe Nannerini, capo redattore Domizia Mandolesi http://www.lindustriadellecostruzioni.it/

Itinerario Svizzero, il numero 385 de “l’industria delle costruzioni” Interamente dedicato all’architettura Svizzera contemporanea, è curato dal sottoscritto con la preziosa e paziente collaborazione di Cecilia Anselmi. La rivista si apre con un saggio introduttivo in cui ripercorro le principali vicende culturali che hanno impegnato ricerca e costruzione nella confederazione elvetica dal dopoguerra ad oggi. Influenze e segmenti che si intersecano, architettura italiana e lettura della tradizione, rapporto con il moderno, la lezione di Aldo Rossi, sono alcuni dei temi che costituiscono l’approdo ideale di questo testo. Il distillato di una ricerca che m’ impegna ormai da quattro anni. Il tutto riguardato con l'occhio del progettista disilluso sulle sorti attuali della disciplina nel nostro paese, ma al tempo stesso reso fiducioso ed ottimista dalle testimonianze e ricerche della nuova generazione di progettisti svizzeri. Non la fuga dunque ma una riflessione che possa ripartire dalle piccole cose, dalle radici comuni e condivise, da noi stessi contemplati attraverso il nostro compagno segreto. In questo quadro ed a testimonianza della vivace e feconda stagione della architettura transalpina si presentano nove recenti realizzazioni, paradigmi di un percorso progettuale e geografico unico e di grande fascino. Un notevole numero di edifici inediti sono a firma di architetti al di sotto dei quarant’anni ( tra gli altri EM2N, Fuhrimann & Hächler, Dolenc & Scheiwiller ). Per la prima volta in Italia si presentano due recenti realizzazioni di Valentin Bearth e Andrea Deplazes nonchè l’intervento di ampliamento e restauro della Villa Garbald di Gottfried Semper ad opera dello studio Miller & Maranta. Architetture alla grande scala di Diener & Diener e Betrix & Consolacio completano la rassegna complessiva e l’itinerario. Per l’occasione ho deciso di aprire un piccolo sito all’interno di cp.com, una pagina interamente dedicata a questo lavoro che finalmente vede la luce: all’interno si apre una prospettiva complessiva sul numero con estratti ed immagini, elenco ed indirizzi delle librerie presso le quali acquistarlo e possibilità di sottoscrivere abbonamenti on-line all’industria delle costruzioni, abbonamento che ovviamente consiglio caldamente. Buona navigazione e soprattutto, buona lettura.\\ swissitineraryMicrosite:.... go

 

"..Analogamente a quanto avviene per il linguaggio, ad esempio, che ha le sue regole e queste sono di comune accordo accettate a livello collettivo, anche in ambito architettonico esistono leggi e convenzioni condivise in grado di garantire il buon esito della costruzione: la struttura, il materiale, la tecnica costruttiva, la forma sono tutti vincoli inderogabili ai quali ogni progettista deve attenersi affinché la sua realizzazione possa sostenersi e concretarsi. Ma è innegabile che al contempo la riflessione che anima e caratterizza il carattere complessivo di una determinata opera architettonica possa fondarsi su equilibri ben più instabili, in grado di mettere in discussione le convenzioni comuni in precedenza descritte. Il presente studio sceglie di ricercare gli aspetti inconsci della costruzione, basandosi sulla convinzione che siano questi a determinare la corrispondenza tra edificio e uomo, e quindi tra manufatto e mondo naturale. Sono queste considerazioni a suggerire una possibilità di lettura ed interpretazione del manufatto per mezzo di categorie concettuali derivate dalla ricerca in ambito psicanalitico, quali appunto gli Archetipi, la cui teorizzazione è correlata direttamente al concetto di inconscio collettivo, in quanto questi ne sostanziano il contenuto. Nel testo della conferenza “Gli archetipi dell’inconscio collettivo” tenuta da Carl Gustav Jung nel 1934, e in seguito sottoposto a revisione e ripubblicato nella sua stesura definitiva nel 1954, lo psicanalista zurighese approfondisce e perfeziona il concetto di inconscio in precedenza postulato da Sigmund Freud."Dapprima il concetto di inconscio si limitò a designare la situazione di contenuti rimossi o dimenticati. Per Freud l’inconscio, benché almeno metaforicamente compaia già come soggetto attivo, in sostanza non è altro che il punto in cui convergono quei contenuti rimossi o dimenticati e deve ad essi soli il suo significato pratico.Conseguentemente, secondo questo modo di vedere, esso è prevalentemente di natura personale"Sebbene Jung convenga sul fatto che una parte dell’inconscio abbia uno strato superficiale di carattere personale –inconscio personale– rifiuta l’impostazione freudiana e postula l’esistenza di un energia psichica in senso lato, dominata da immagini primordiali, capaci cioè di generarsi autonomamente, percepibili dalla coscienza, ma originate da una matrice inconscia condivisa da tutti....
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Il disco luminoso penetrò l'atmosfera dopo aver viaggiato attraverso galassie e soli. Una flebile fiamma appena percettibile come di traiettoria incandescente e fulminea. Lama che recide il cielo. Divarica il blu come cerniera aperta sul corpo del tempo. Nei centri radar del globo -in sincro- venne rilevata la misteriosa presenza. Da Calcutta a Nairobi da Tokyo a Central New York City® Velocità di crociera: 7000 Chilometri al secondo. Velocità ultraumana indicibile sconcertante. La notizia, resa incontrollabile, ben presto fu trasmessa dai mass-media e da questi travasata nelle menti inermi dei terrestri. Non passò che un ora ed il disco si preparò all'atterraggio. Landing on Rome!

Da oggi è disponibile in Print On Demand sul mercato di Lulu.com la raccolta delle cronache aliene. Con il titolo Alienlog, le cosmicronache si presenta l'edizione riveduta ed adattata per la stampa delle incursioni nei territori della narrativa che dal 2003 fino al 2007 hanno caratterizzato questo spazio virtuale che porta il mio nome. Corredato da immagini e suggestioni grafiche che fin dall'inizio accompagnano gli short cuts, il manoscritto raggiunge il centinaio di pagine e si avvale di una veste grafica specifica; si tratta come detto di una accurata selezione dei materiali fin qui pubblicati: quelli più ironici lirici e disincantati. Nessuna pretesa o aspettativa specifica, si tratta senz'altro di un gioco, di uno sfiziarsi consapevole degli strumenti propri del mercato editoriale mainstream che senz'altro -e a ragione- non avrebbe mai investito in un progetto di tal fatta.

Title: Alienlog, le cosmicronache /
pages: 100 p. /
Print Details: 6" x 9", rilegatura termica binding, crema interior paper (60# weight), B/N interior ink, bianco exterior paper (100# weight), in quadricromia exterior ink /
Pricing Stampa: €8.50
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