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2003 2004

 

in libreria :.... di Francesco Fazzio,

Gli spazi dell'archeologia. Temi per il progetto urbanistico

Officina Edizioni 2005, 336 p., 22 €

"Per lungo tempo, l’insensibilità o la rinuncia hanno costituito le forme più diffuse di relazione tra città e archeologia espresse nei progetti urbanistici.

Nella ricerca di un nuovo rapporto tra le preesistenze e le trasformazioni urbane è indispensabile superare le divisioni disciplinari, considerando in un’ottica integrata le aree archeologiche nella città, in vista di una loro reciproca qualificazione.

In sostanza è necessario saper cambiare riferimento: passare dal perimetro al contesto. In questa visione, il piano urbanistico può rappresentare un momento primario, a patto che sia in grado di articolare temi e strumenti capaci di ridefinire con spessore critico il rapporto con le tracce della storia."

Francesco Fazzio(1972), architetto, è dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e urbana. Da alcuni anni si occupa di ricerca e didattica all’interno del Dipartimento interateneo di Pianificazione territoriale e urbanistica dell’Università “La Sapienza” di Roma, attualmente come docente a contratto di Urbanistica e di Progettazione urbanistica. Svolge attività professionale nel campo della pianificazione urbanistica, della prevenzione sismica a scala urbana, della progettazione architettonica.

 

 

 

 

dal 1 al 11 Dicembre 2005 si tiene a Firenze l'ottava edizione del festival internazionale di architettura e media:... BEYOND MEDIA 2005. SCRIPT

Il festival: si svolge dal 1997 a Firenze, ed è dedicato alle più attuali visioni sull'architettura e al dibattito sulle relazioni del progetto con i media. L'iniziativa, curata da Marco Brizzi, accompagna stabilmente lo sviluppo dei sistemi di comunicazione in architettura, misurando la loro incidenza sulla produzione attuale e promovendo la qualità e la ricerca nell'elaborazione dei mezzi di comunicazione del progetto. Il programma del festival si concentra sull'indagine della produzione architettonica contemporanea, sulla discussione delle teorie emergenti, sulla presentazione delle più significative ricerche condotte in ambito didattico, sullo sviluppo delle relazioni tra architettura e media, e si esprime attraverso la presentazione di opere video, film e multimedia, mostre di architettura, incontri e workshop con protagonisti del dibattito internazionale.

Script: L'ottava edizione del festival BEYOND MEDIA, che si svolgerà a Firenze dall'1 all'11 dicembre 2005, concentrerà l'attenzione nazionale e internazionale su temi di attualità, intorno ai quali si svilupperanno importanti e coinvolgenti occasioni di incontro. Le sedi della manifestazione sono l'Ospedale degli Innocenti e la Stazione Leopolda. Ancora una volta il festival promuoverà il confronto tra il mondo della progettualità e il più ampio universo della comunicazione. Darà luogo a un programma di incontri, visioni, esposizioni e tenderà a raccogliere le più significative testimonianze del nostro tempo in una chiave di interesse per gli specialisti e per il grande pubblico. L'ottava edizione del festival di Firenze sarà dedicata al tema "SCRIPT". Come si racconta, oggi, l'architettura? Quali forme di narrazione si legano all'idea di progetto, alle sue manifestazioni, alle forme della sua pubblicità? Come il pensiero progettuale struttura i propri linguaggi ed esprime, in un'attuale forma di scrittura, la cultura del nostro tempo? Attraverso quali percorsi la creatività emergente avvicina nuove modalità di espressione rese possibili dagli strumenti digitali e dai nuovi media? "SCRIPT" offrirà l'opportunità per riflettere su una molteplicità di aspetti intorno ai quali si organizza la cultura progettuale contemporanea.


Script call for entries:... Come in occasione delle precedenti edizioni, BEYOND MEDIA si svilupperà intorno alla presentazione dei più meritevoli documenti di comunicazione realizzati sul tema dell'architettura e del suo progetto. Ogni autore di video e di opere di comunicazione dedicati all'architettura può partecipare all'edizione 2005 del festival. Sono attese opere recenti di studenti, architetti, artisti, agenzie specializzate. La partecipazione è gratuita. È possibile candidare alla selezione opere video, animazioni o altre realizzazioni; ciascun autore può candidare più opere. Le opere saranno selezionate in virtù della loro efficacia comunicativa, originalità e aderenza al tema. Le proposte selezionate per la presentazione nell'ambito del festival saranno documentate nel catalogo e sul sito ufficiale della manifestazione. Alle migliori opere partecipanti sarà conferito un riconoscimento.
I partecipanti dovranno far pervenire le opere (nei formati indicati nella scheda tecnica) e i materiali descrittivi (su CD ROM per PC) entro e non oltre il 30 settembre 2005 al seguente indirizzo: BEYOND MEDIA - IMAGE / VIA SCIPIONE AMMIRATO 82 / 50136 FIRENZE, ITALIA link:: http://www.beyondmedia.it/frameset.htm


sito :... http://www.beyondmedia.it sito :... http://www.image-web.org/

 

 

 

 

fino al 18 dicembre 2005 stessa sede:... JOE COLOMBO: Inventing the future

La mostra Joe Colombo: Inventing the future documenta l'intera opera di Joe Colombo. Verranno esibiti non solo i modelli originali dei progetti più importanti di Colombo, ma anche documenti e pezzi inediti, tra cui modelli sperimentali, disegni e planimetrie. La mostra Joe Colombo: Inventing the future presenta le opere di Colombo attraverso quattro sezioni tematiche e cronologiche. La prima è rappresentata dalle prime creazioni artistiche e architettoniche accompagnate da un excursus biografico raccontato attraverso un'ampia collezione di oggetti personali e opere grafiche inedite. La seconda sezione comprende le prime creazioni di design tra cui alcuni capolavori come la poltrona "Elda", la sedia "Universale", alcune lampade e vari arredi. La terza sezione illustra la svolta di Colombo verso una concezione modulare e flessibile dei sistemi abitativi visibile nel contenitore "Combi Center", nel "sistema programmabile" e in molte altre creazioni. L'ultima sezione è dedicata alle ultime opere, principalmente finalizzate alla progettazione di unità abitative multifunzionali e di interi ambienti come "Visiona 1" (1969), la "Total Furnishing Unit" (1971) e il suo appartamento del 1968. Oltre all'arredo originale del suo appartamento, la mostra ospita una parziale ricostruzione di Visiona 1 corredata da un video che illustra questo spettacolare interno.

Joe Colombo:Dopo avere studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, nei primi anni ’50 Colombo entra a far parte del Movimento di pittura nucleare con Enrico Baj. Poco dopo, all’inizio degli anni ’60, rivolge la propria attenzione all’architettura e all’interior design e inizia a lavorare come progettista. Crea “Universale”, una delle prime sedie modellate in un unico pezzo di plastica, e arredi dalle forme innovative costruiti con legno laminato, pelle e vimini. Oltre alla ricerca dei materiali, l’opera di Colombo si caratterizza per la flessibilità e la modularità, tratti ben visibili nelle poltrone “Tube Chair” e “Multi Chair” che attraverso combinazioni molto semplici si prestano a infiniti usi. L’inventiva di Colombo si esprime anche nella creazione di stand espositivi fieristici per ditte come Bayer, Hoechst e Rosenthal, oltre che nelle sue numerose creazioni di design che comprendono auto, orologi, attacchi di sci, bicchieri, condizionatori e un servizio da bordo per Alitalia.

 

 

 

Miroslav Šik

Vecchio-nuovo

ed. Quart, Collana De aedibus, Lucerna 2000, 68 pp. , 23 illustrazioni a colori e 6 illustrazioni in bianco e nero, 13 piante

Dall'inizio degli anni Novanta, Miroslav Šik, architetto zurighese e professore al PF di Zurigo, fa parte degli spiriti più incitatori, innovatori ed indagatori del dibattito svizzero e germanofono sull'architettura.

La sua architettura non è spettacolare, né dipende da mode effimere. Miroslav Šik è alla ricerca della via di mezzo tanto sovversiva quanto intensa tra l'architettura banale e l'architettura sovrambizionata. La sua attenzione e il suo interesse si rivolgono a coloro che vivono negli edifici e che animano le città, nonché al necessario in generale in quanto opposto al superfluo.


Arricchito di piani e di differenziate fotografie di Christian Kerez e Walter Mayr, il libro presenta tre edifici recenti dell'architetto.
Nei testi piuttosto complessi gli autori fanno numerosi riferimenti alla storia dell'architettura e valutano la qualità dell'insieme architettonico che costituisce una nuova e solida unità. Una scelta di brani tratti dai testi di Miroslav Šik documenta i tratti fondamentali del suo ricco pensiero teorico:...

-Dal vecchio al nuovo al vecchio-nuovo: Centro di formazione, culturale e del tempo libero La Longeraie, Morges di Martin Tschanz
-True stories, St.Antonius a Egg, un immagine costruita dell'architettura analoga
di André Bideau
- In sospeso - con moderatezza, Casa per musicisti alla Bienenstrasse, Zurigo
di Alberto Dell'Antonio
- Vecchio-nuovo
di Miroslav Šik

ordina il libro on-line :.... http://www.quart.ch/italienisch/frameset.htm www.quart.ch

 

 

 

 

Ugo Rosa su Antithesi:...Il professore protesta

I professori d’architettura, che tra tutti (lasciatemelo dire con legittimo orgoglio) sono i più eleganti e alla moda, già hanno preso il loro posto in prima fila.
Vogliono divertire e divertirsi, com’è giusto, senza per questo rinunciare ad insegnare.
Così quest’anno accademico hanno deciso di cominciarlo all’insegna del buonumore: con una bella letterina anzitempo a Babbo Natale.
Si tratta di un notevole frutto del temperamento italico ed io vorrei che la si diffondesse in tutte le scuole della nostra bellissima repubblica (o quello che è): lo studente potrebbe anzi impararla a memoria e ripeterla all’esaminatore presentandosi con il libretto in una mano, la trombetta elastica nell’altra e un naso finto.
Ad ogni virgola si fermerebbe a soffiare nella trombetta. Sarebbe un bel modo di prepararsi alla professione d’architetto per come si va configurando. Un modo divertente e perfettamente adeguato.
Visto che loro, i professori, si sono divertiti a scriverla io pure mi sono divertito a leggerla: che volete, si fa quel che si può. Loro pubblicano, seminarizzano, insegnano, conferiscono, si riuniscono, giudicano, concorrono. Io, quando posso, leggo.
“L’architettura italiana attraversa una situazione drammatica”. Comincia così la missiva. Senza mezzi termini. Non si può dire che non si afferri il toro per le corna.
Do un’occhiata al calendario: settembre, l’anno è il 2005.
Controllo di nuovo: settembre, 2005.
MI faccio i conti con le dita. Cazzo, ci ho cinquant’anni. Uno se lo scorda, sono cose che succedono. Ma il calendario è lì apposta. Tu guardi e ti ricordi. Che faccio io nella vita? L’architetto. Ho fatto altri mestieri? No. Sempre l’architetto ho fatto (finta di fare). Ci fu, è vero, un periodo che suonavo la chitarra, ma non credo che conti, in questa sede. A questi cinquant’anni ne togliamo una metà: per svezzamento, infanzia, adolescenza, università e cazzeggiamento. Ne restano pur sempre venticinque. Venticinque anni, dunque, che bazzico l’ambiente. Ma questa, che io ricordi, è la prima volta che 35 professori assurgono in coro a difesa dell’architettura in Italia.

 

sito :...http://www.antithesi.info/testi/testo_2.asp?ID=441

 

 

 

 

Architecture for Humanity :... Six months after the Tsunami

Tsunami Six Months On
I truly wish that I can write about permanent buildings that have been built, communities recovered and a semblance of life that has been restored to the tsunami struck countries in South East Asia and Africa but that is not the case. Life is still very temporary and families are still waiting.

In my trip in April I saw miles upon miles of tents and poorly constructed sheds housing many people, since then there has only been slight change – much of the delay is due to red tape and politics between government ministries. While I was there we visited 15 ministries to get a survey plan, none of whom knew where it was. Some NGO's have built temporary structures and then left. However the next six months is when recovery turns to reconstruction and we are hopeful that many of our projects will be fully underway.

We have made a strong commitment to creating community based sustainable reconstruction and continue to push forward with our projects. In Pottuvil we are working with Relief International to build three schools and upgrade two others ( existing photos). Construction is slated for early August. In Kirinda, like many other coastal villages, we are waiting on the Urban Development Authority decide on the ‘no-build zone'. As soon as they come up with a solution we will begin building community and civic buildings. Currently we are planning to build a medical clinic, library and information center and a civic building that will house the local police station and post office. ( existing photos)

In India we are collaborating with the League of Education and Development (LEAD) in three villages in Cuddalore. We are funding and developing designs for three off-the-grid community centers that will utilize rainwater and solar collection. These community centers will also act as education centers for children.

We also connected Arups' office in Sydney with Habitat for Humanity in Indonesia. Habitat had asked for help on their housing designs and we were more than happy to connect them with designers and engineers. Also in early July AFH Minneapolis, our fastest growing chapter, is hosting a design charrette with the Minnesota Sri Lanka Friendship Foundation to design and develop a community complex in Hikkaduwa, Sri Lanka.

We are also exploring funding a couple of housing and micro-economic projects including a bakery facility. We'd like to thank everyone who has donated and especially for their patience while we work with local community groups to develop buildings that will not only last but will help stimulate the economy of the area. We especially want to thank Samir Shah who has been our Sri Lanka representative since January 2nd. Almost weekly he has gone above and beyond the call of duty to keep these projects going. Next month he returns to the states and is getting married. Alas cloning is not an option and he will be sorely missed. We wish him the best.

On a high note we are happy to announce Purnima McClutcheon as our India representative. She will be working with LEAD on the community centers and potentially a number of other projects. (Cameron Sinclair)

sito :... http://www.architectureforhumanity.org/ Architecture for Humanity's photostream :... www.flickr.com/photos/71553672@N00/16522735/

 

 

 

in libreria :.... l'industria delle costruzioni 382 (marzo-aprile 2005)

Ralph Erskine

Edilstampa 2005, 122 p., € 12,00

"1939, Ralph Erskine appena venticinquenne e da poco laureato, s’imbarca per la Danimarca in compagnia di una bicicletta e un sacco a pelo, di qui raggiunge la Svezia e pedalando arriva a Stoccolma. Coraggioso e anticonvenzionale. Due aggettivi che contraddistinguono decisamente il suo modo di pensare e di agire e che ricorreranno spesso nella lettura della sua opera.
La Svezia diventa così la sua seconda patria; gli darà l’occasione di integrare la formazione britannica, di stampo accademico, con le esperienze maturate nell’ambito della cultura socialdemocratica, gli offrirà inoltre l’opportunità di realizzare una notevole quantità di edifici e di sperimentare quella architettura della partecipazione, difficilmente praticabile nel resto d’Europa.
In Inghilterra costruirà però gli edifici che lo renderanno famoso: il Byker e l’Arca. Ma sarà ancora la Svezia a fornirgli l’occasione di riflettere sulle influenze del clima nordico sull’architettura e di sostenere, tra i primi, l’urgenza di una progettazione ecosostenibile.
Uno straordinario mix di pragmatismo britannico e empirismo svedese, un felice equilibrio tra perfezione e compromesso, tra aspirazione alla perfezione e ricerca delle opportune strategie per il suo conseguimento, valutate soprattutto in base alla loro realizzabilità. E ancora, un architetto che è riuscito a coniugare attenzione alle necessità del vivere quotidiano e pensiero utopico, valori domestici e proposte radicali, che è riuscito a declinare l’astrazione dell’utopia nella sua versione migliore, quella non totalitaria. La sua capacità di affrontare i problemi da più punti di vista, gli dà inoltre la libertà di impostare il tema in modo sempre nuovo e originale, anche perché la sua architettura non deve dimostrare alcuna teoria; di qui una certa disomogeneità tra le sue opere, una caratteristica questa che porterà alcuni critici a tacciarlo di eclettismo.

Da un lato, i suoi riferimenti sono alla città antica, a quel mix di funzioni capace di generare complessità, variabilità e intreccio, a quel mondo preilluminista in cui la partecipazione dell’utente differenzia e umanizza l’astratto spazio modular-seriale. Dall’altro, in tempi non sospetti, pone al centro della sua ricerca la questione ambientale, aprendo così verso le molteplici, cruciali, problematiche del XXI secolo. Riferimenti al mondo premoderno e a quello futuro sembrano così comporsi insieme in una strategia progettuale e in una poetica architettonica che con eleganza e ironico distacco scivolano sulle tante forzature ideologiche che hanno contrassegnato il XX secolo.
Radicale e anticonvenzionale la scelta di trasferire lo studio su una barca e di recarsi nei mesi estivi, con la sua famiglia e quelle dei collaboratori, a Rågö, un’isola del Baltico a sud di Stoccolma, un usanza che si ripeterà per tredici anni consecutivi, laddove il Verona assume le sembianze di una piccola comunità ideale. Nel Byker, a Newcastle, realizza un muro abitato lungo più di 750 metri, una delle icone del pensiero utopico: ma il grande segno perde qualsiasi connotazione astratta, si piega, variando così di continuo i punti di vista, include preesistenze, modifica la sua sezione, mescola differenti tipologie, alterna materiali e colori.
Il grande segno dell’abitare collettivo, che include anche i nidi degli uccelli, perde così di assolutezza e conforma un luogo dove abitare.
Nell’Arca, a Londra, dà forma a un’altra delle visioni utopiche che ha attraversato il moderno, il sogno del luogo di lavoro di una comunità come “spazio democratico” organizzato in modo non gerarchico e aperto. Anticonvenzionale e, al tempo stesso geniale, infine, la casa minima che Erskine costruisce con le sue stesse mani e l’aiuto della moglie a Lissma nel 1941; uno spazio “da barca”, ultraflessibile, che riutilizza i più improbabili materiali di scarto -una vecchia rete del letto servì per armare la parete del camino- in cui la facciata nord-deposito della legna, costituisce un’autentica invenzione bioclimatica al tempo stesso soluzione figurativa
... "

Un estratto dal testo introduttivo della curatrice del numero, Alessandra De Cesaris

l'industria delle costruzioni:: La rivista tecnica dell'ANCE da gennaio 2002 ha cambiato veste. Si e' rinnovata sia nel progetto grafico che nei contenuti, attraverso un piano editoriale piu' organico e mirato a offrire, ad ogni uscita, una visione completa e al tempo stesso dettagliata delle architetture contemporanee e delle grandi opere realizzate in Italia e nel mondo. Un aggiornamento costante affrontato attraverso numeri monografici, con approfondimenti dei temi di ricerca curati da esperti e illustrati attraverso un'ampia e dettagliata documentazione delle opere selezionate. In ogni numero rubriche di informazione sui principali argomenti di attualita', interventi qualificati ed esaustivi sugli aspetti tecnici e scientifici del costruire. Direttore Giuseppe Nannerini, capo redattore Domizia Mandolesi

sottoscrivi l'abbonamento on-line:... http://www.edilstampa.ance.it/rivi.htm sito :... www.edilstampa.ance.it

 

 

Antonio Esposito e Giovanni Leoni

FERNANDO TÁVORA Opera completa

Electa, Milano 2005, 400 p., € 98,00

Esce, dopo cinque anni di ricerche condotte dagli autori in stretta collaborazione con lo stesso Fernando Távora, l'atteso volume dedicato alla figura di riferimento dell'enclave solitamente definita come Scuola di Porto. Si chiude così una trilogia che comprende i volumi dedicati da Electa all'opera di Alvaro Siza e di Eduardo Souto de Moura, quest'ultimo scritto dagli stessi Esposito e Leoni.
Di nobile famiglia, dopo una formazione tradizionalista e un apprendistato architettonico internazionale che lo porta a rappresentare il Portogallo ai CIAM, in contatto con la cultura architettonica europea del secondo dopoguerra, Fernando Távora intraprende, a partire dalle opere dei primi anni Cinquanta, quella che egli stesso definisce come la "terza via": un rifiuto tanto dell'internazionalismo quanto del regionalismo critico a favore di una architettura che sia, al tempo stesso, specifica, strettamente legata al luogo, ma anche fondata su una "lezione delle costanti" appresa dalla storia e dotata di un valore universale. Sulla base di tali principi Távora, instancabile viaggiatore e studioso dotato di una ampissima cultura internazionale, sceglie di costruire solamente in Portogallo, principalmente nel Nord del paese, svolgendo una ricca attività professionale sviluppatasi in quasi trecento progetti, per larga parte realizzati.
Alla professione, Távora affianca una cinquantennale attività di docente, prima presso la Scuola di Belle Arti di Porto, poi nella Facoltà di Architettura di Porto (FAUP), di cui è fondatore nel 1982 e, per un ventennio, figura di riferimento. Si tratta di una azione pedagogica necessariamente più difficile a raccontarsi rispetto all'opera progettata e costruita, ma decisiva per comprendere il ruolo svolto da Távora nel definirisi della cultura architettonica contemporanea in Portogallo e non meno importante per comprendere come questa figura appartata e poco incline alla autopromozione mediatica abbia ottenuto, soprattutto nella penisola iberica e in alcune regioni del sudamerica, un rispetto e una autorevolezza che ha pochi paragoni nella cultura architettonica della seconda metà del Novecento.
In Italia, nonostante l'interesse di alcuni ambienti accademici storicamente legati al Portogallo, il nome di Távora è stato per lungo tempo associato alla sua attività di restauratore o al mitico ruolo di "maestro di Siza", definizione solo in parte veritiera, dal momento che tra i due vi è una differenza d'età di soli dieci anni, anche se è un fatto che Siza fu allievo di Távora nella scuola e suo collaboratore allo studio, ottenendo, grazie alla generosità e al rispetto del capostudio, alcuni importanti incarichi in proprio come la Piscina nella Quinta da Conceição a Matoshinos o lo stesso ristorante Boa Nova a Leça de Palmeira.
Una rilettura più profonda dell'opera tavoriana è stata avviata dagli autori del volume oggi in libreria, grazie all'interesse della rivista CASABELLA e del suo direttore Francesco Dal Co, con una azione che ha condotto all'importante riconoscimento della Laurea Honoris Causa conferita a Távora dallo IUAV nel maggio 2003. Il volume dedicato a Eduardo Souto de Moura ha poi mostrato, anche se per accenni, quanto profonda e viva sia la lezione tavoriana nell'opera del più giovane architetto portohghese rendendo sempre più necessaria, per una corretta lettura della storia architettonica recente del Portogallo, l'uscita di un volume dedicato a Fernando Távora.

Il volume di apre con una intervista a Távora realizzata dagli autori a Porto il 27 novembre 1999, occasione di avvio della ricerca che ha condotto anche a un definitivo riordino dell'archivio, prossimamente disponibile alla consultazione grazie a una costituenda Fondazione promossa dalla famiglia.
Segue un'ampia lettura dell'opera tavoriana affidata ai saggi di Antonio Esposito - Fernando Távora e l'architettura portoghese del dopoguerra - e di Giovanni Leoni - Oltre il "moderno": l'architettura di Fernando Távora.

Offerto questo inquadramento storico e critico, il volume prosegue con una presentazione dei progetti e delle opere realizzate, strutturata secondo un ordine che gli autori hanno lungamente discusso con lo stesso Távora. I primi due capitoli focalizzano due momenti decisivi della sua formazione: la messa a punto della già ricordata "terza via" e la stagione - tra il 1952 e il 1958 - in cui grazie a quelli che sono stati definiti come "progetti guida", Távora elabora le diverse componenti del suo metodo progettuale. I capitoli successivi, a sottolineare l'attenzione tavoriana per la specificità del luogo, sono organizzati secondo criteri geografici e, solo all'interno di ogni capitolo, seguendo un ordine cronologico. I luoghi del progetto tavoriano che il volume presenta sono: Porto, Aveiro, Guimarães, Viana do Castelo, Coimbra, Lisbona.
Segue una ricca antologia di testi scritti da Fernando Távora, tanto di carattere generale quanto di commento ai singoli progetti; testi che spesso sono parte integrante del progetto, chiave di lettura senza la quale non se ne colgono le profonde motivazioni.
Tra i testi pubblicati, quello per certi versi più prezioso è un lungo estratto del Diario di viaggio redatto da Távora in occasione del suo giro intorno al mondo finanziato dalla Fondazione Gulbenkian e realizzato fra il 13 febbraio e il 12 giugno 1960: un attraversamento del moderno che lo conduce a contatto, reale o mediato dalle opere, con F.L. Wright, L. Kahn, Mies van der Rohe, ma anche con il Giappone della villa di Katsura o con l'esperienza delle grandi metropoli mondiali. La trascrizione del testo, di difficile consultazione, è stata possibile grazie a una lettura integrale che Fernando Távora ha accettato di registrare per gli autori del volume. Le pagine sono accompagnate dagli straordinari schizzi realizzati durante il viaggio.
Conclusa la presentazione dell'opera, teorica e progettuale, un capitolo finale raccoglie "intorno a Távora", amici e collaboratori di antica data o di più recente acquisizione, che offrono una loro lettura e contributi preziosi per far emergere il sistema di relazioni, umane prima ancora che culturali o professionali, che è di diritto parte dell'opera tavoriana, non meno dei suoi progetti e scritti. Oltre alle inevitabili e preziose testimonianze di Alvaro Siza (A proposito della architettura di Fernando Távora) e di Eduardo Souto de Moura (Fernando Távora e la natura delle cose naturali. Tre episodi per il prossimo millennio), vi sono testimonianze su opere specifiche, ma con fondamentali aperture su questioni di carattere generale, a firma di Alexander Alves Costa (Casa nella Quinta da Cavada) e Sergio Fernandez (Ristorante e stazione di rifornimento Sacor); letture storico-critiche di Bernardo Ferrão (L'antico e il moderno nella architettura Fernando Távora), Nuno Teotonio Pereira (L'indagine sulla architettura popolare) e Daniele Vitale (Távora. Nostalgia e civiltà); una "storica" intervista di Carlos Marti a Távora, realizzata a Barcellona nel 1998 ("Nulla dies sine linea": frammenti di una conversazione di Carlos Marti Aris con Fernando Távora); una descrizione dell'archivio curata da Francesco Del Conte. Completano il quadro di affetti e pensieri raccontati nel capitolo: una vivissima testimonianza della generosa azione pedagogica svolta da Távora, di cui è autore il suo allievo Francisco Barata Fernandes (L'architettura colta di Fernando Távora); una non meno viva e toccante memoria della vita di studio, scritta dal collaboratore di tanti anni e custode dell'archivio, Fernando Barroso; infine la ricca, profonda e preziosissima testimonianza sugli inediti diari giovanili offerta da Manuel Mendes ("Ah, che ansia umana di essere il fiume o la riva!").
Il volume si conclude con una cronologia in cui gli eventi della vita di Távora si alternano alla storia politica e architettonica del Portogallo, seguita dal regesto completo delle opere e dalla bibliografia generale.
Le fotografie del volume sono opera di Fulvio Orsenigo e Alessandra Chemollo, la quale chiude anch'essa una trilogia, avendo fotografato anche per i volumi già citati su Alvaro Siza e su Eduardo Souto de Moura.

sito :... http://www.electaweb.it

 

 

 

 

 

dal 8 al 26 giugno 2005 si tiene presso il Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova l'esposizione:... Maurizio Bolognini. Macchine programmate 1990-2005

Nell’ambito della rassegna “4 Rooms”, che ha già visto presenti al Museo d’arte contemporanea di Villa Croce Plamen Dejanoff e Flavio Favelli, Maurizio Bolognini presenta, con “Macchine programmate 1990-2005”, una selezione dei suoi lavori più significativi, a partire dalle prime macchine programmate per produrre flussi di immagini casuali e lasciate funzionare all’infinito: le Imaging Machines e i Computer sigillati, realizzati rispettivamente dal 1988 e dal 1992.
Maurizio Bolognini, che si occupa di tecnologie digitali dagli anni Ottanta, è considerato l’artista più radicale nel movimento delle Nuove Tecnologie, avendo messo al centro del proprio lavoro gli stessi dispositivi e la loro fisiologia, rinunciando a qualsiasi sovrastruttura simbolica (Mario Costa). L’artista stesso sottolinea che le sue macchine (ormai centinaia), programmate per produrre flussi inesauribili di immagini casuali (o altri tipi di elaborazione: numerazioni, testi, voci...), servono a generare delle “infinità fuori controllo”, a costruire universi d’informazione paralleli che spostano la ricerca “dal livello dei significati a quello dei dispositivi e delle loro operazioni”, di cui egli si considera allo stesso tempo autore e spettatore.
E’ stato sottolineato che in questo modo il lavoro di Bolognini consente di rimettere a fuoco la problematica dell’arte tenendo conto del nuovo contesto tecnologico (Robert C. Morgan). L’artista considera centrale nella sua ricerca la “delega alla macchina”, che significa rinuncia al controllo ma anche possibilità di dilatare il proprio gesto all’infinito: la “sproporzione” che si determina tra l’artista e il suo lavoro – egli sottolinea – “diventa una nuova versione della sproporzione tra noi e la realtà, che per la prima volta possiamo contemplare, ridurre a esperimento e spettacolo.”
Questo è evidente, in modi diversi, in tutti i suoi lavori: nella serie dei Computer sigillati, di cui il Museo aveva presentato un’installazione nella mostra “Il viaggio dell’uomo immobile” (2003); nella serie Atlas 2, in cui utilizza programmi la cui realizzazione è stata delegata senza vincoli a programmatori di ogni parte del mondo; nelle applicazioni di intelligenza artificiale usate in AIMS (Artificial Intelligence Mediated Sublime); e nelle applicazioni di intelligenza collettiva usate nelle CIMs (Collective Intelligence Machines), installazioni interattive collegate alla rete telefonica cellulare. Di queste ultime il Museo presenta qui un’installazione suddivisa in due postazioni diverse (una nella proprie sale, l’altra in una via del centro di Genova), coordinate attraverso la rete telefonica e aperte all’intervento del pubblico che, usando il proprio telefono cellulare, potrà interferire con il funzionamento altrimenti autosufficiente delle macchine.

Catalogo ed. Neos italiano/inglese a cura di Sandra Solimano, con testi di Mario Costa, Giulio Giorello, Derrick de Kerckhove, Simonetta Lux, Angela Madesani, Robert C, Morgan, Enrico Pedrini, Domenico Scudero, Sandra Solimano.

sito :... http://www.museovillacroce.it/

 

 

 

dal 6 al 24 giugno 2005 presso il SEVS galleria dell'Università di Firenze, si tiene la mostra :... SNAKE SPACE. NIO architecten

SNAKE SPACE. NIO architecten, curata da Marco Brizzi si Focalizza sulla ricerca dell'architetto olandese Maurice Nio già fondatore di NOX, la mostra è dedicata al tema degli "spazi tecnici", luoghi della città diseredati, di transito o addirittura ad accesso interdetto: discariche, autostrade, parcheggi, aree industriali, tunnel, viadotti. È qui che Nio realizza le sue architetture, donando anima e vita a territori indefiniti, freddi, spazi di scarto e di rifiuto. Particolari dispositivi robotici, protagonisti dell'installazione, si insinueranno –come l'architettura di Nio– negli anfratti dimenticati di un paesaggio urbano ai confini tra l'astrazione e la realtà. L'installazione prevede un lungo tavolo coperto da una stampa di un paesaggio immaginario, una sorta di mappa dalla quale emergono dieci punti caldi che individuano zone interstiziali, ognuna delle quali corrisponde ad uno spazio tecnico e ad una diversa occasione di progetto. Gli oggetti robotici si muovono sul tavolo, costantemente ridirezionati e in continua ricerca di nuove mete all'interno di questo paesaggio artificiale. Come l'architettura di Nio, tali oggetti si insinuano in anfratti di territorio mortificati dalle esigenze e dalle priorità della vita metropolitana.Quella di Firenze è la prima tappa di un tour organizzato da iMage, viewpoints on architecture. La mostra, dopo Firenze, approderà alla Triennale di Milano, alla VIVID di Rotterdam e quindi nelle altre capitali europee.

Lunedì 6 giugno 2005 alle ore 18.00 Maurice Nio introdurrà il tema della sua ricerca durante un momento di incontro che avrà luogo nel cortile del SESV alle ore 18.00. Seguirà l'inaugurazione della mostra alle ore 19.00.

sito :... architettura.supereva.it/sesv/ sito :... www.image-web.org

 

 

 

 

dal 28 maggio al 5 giugno 2005 si tiene a Roma :... il Festival di Palazzo Venezia ROMA ART DOC FEST

Il Festival di Palazzo Venezia (ROMA ART DOC FEST) ha cadenza annuale; la seconda edizione si svolge a Roma dal 28 maggio al 5 giugno del 2005. L'intento della rassegna è di mostrare e far parlare oggi di cinematografia e di documentaristica sull’arte, dando voce ad un intero comparto produttivo, vasto ed esteso in tutto il mondo, che trova in Italia una sua naturale collocazione anche come stimolo per l’avvio di produzioni "made in Italy" con caratteristiche tali da poter competere con il meglio della produzione internazionale.

Nell'ambito del festival si svolge la manifestazione collaterale L’arte del costruire, retrospettiva curata da Antonella Greco, dedicata a filmati sul mondo dell’architettura, realizzata in collaborazione con CULT NETWORK. I video saranno presentati nella sede di Palazzo Wedekind

dal vasto e ricco programma si segnalano Martedi 31 maggio i video:... 19:18 La Biennale di Venezia. Metamorph. 9^ mostra internazionale di architettura a cura di Livia Tani / 19:49 Il grande progetto dal moderno all'eterno. Marcello Piacentini e la Città Universitaria di Giorgio Guido. ( Palazzo Wedekin Piazza Colonna 366)

il programma della rassegna L'Arte del costruire :... www.docfest.it/artdocfest2005/programmazioni

 

sito :... http://www.docfest.it  

 

 

 

 

dal 28 Aprile al 29 Maggio 2005 presso l'Istituto Svizzero di Roma, Villa Maraini si tiene la mostra :... Costruzioni Federali Architetture 1988-1998 Circondario 2

Una selezione di opere architettoniche commissionate tra il 1988 e il 1998 dall’Ufficio delle Costruzioni federali, Circondario 2 (cantoni Ticino, Grigioni, Uri, alto Vallese e Italia). I progetti realizzati in quest’ambito mettono in luce la dimensione civile dell’edilizia pubblica con particolare riferimento alla cultura costruttiva elvetica. L’Ufficio delle Costruzioni federali ha infatti sempre cercato di dare spazio alle molteplici componenti delle forze creatrici operanti nel campo dell’architettura, al visitatore di scoprire che queste costruzioni sono delle «belle e pluralistiche architetture».

Vernice mercoledì 27 aprile 2005, ore 18.30 :... saranno presenti: l’architetto Franco Poretti ex direttore del Circondario 2, l’architetto Mario Botta, l’architetto Graziella Zannone Milan curatrice della mostra ed il professor Jacques Gubler


Progetti di: Bernegger e Quaglia, Pietro Boschetti, Mario Botta, Broggi & Burckhardt, Richard Brosi e Partner, Cabrini-Keller-Verda, Campi e Pessina, Angela e Domenico Cattaneo, Germann & Achermann, Häusler & Cathomen, Jüngling e Hagmann, Lorenzo Felder, Moro & Moro, Remo Leuzinger, Muttoni e Silvano Caccia, Elio Ostinelli, Orlando Pampuri, Schnebli-Ammann-Ruchat, Modigliani & Boccuccia, Gioni Signorell, Trümpy e Bianchini, Livio Vacchini, Peter Zumthor

28 aprile - 29 maggio 2005
Apertura al pubblico: lunedì - sabato 15 - 19 / Per informazioni tel. +39 06 481 42 34

Istituto Svizzero di Roma:... Villa Maraini
via Ludovisi 48 (ingresso da Via Liguria 20)

scarica la locandina dell'evento .pdf :... download

sito :... http://www.ccsmilano.it/  

 

 

 

 

Aprile 2005 presso il SEVS galleria dell'Università di Firenze, si inaugura la mostra :... ABALOS & HERREROS. New Techniques = A New Landscape

 

la mostra ABALOS & HERREROS. New Techniques = A New Landscape, è dedicata all'opera e alla ricerca progettuale di Iñaki Abalos e Juan Herreros, orientata verso il punto di incontro tra economia ed ecologia, dove, secondo gli architetti spagnoli, la distinzione fra naturale e artificiale si dissolve. La mostra, per la prima volta in Italia, è stata presentata a Londra, presso l'Architectural Association School of Architecture, all'Illinois Institute of Technology di Chicago, al College of Architects di Cadice e al College of Architects di Caceres. Essa concentra l'attenzione su quattro opere recenti: New Museum of Contemporary Art a New York, Cristina Enea Park a San Sebastian, Sagües area a San Sebastian, Coast Park North-East, Forum 2004 a Barcellona. Intorno a queste opere la mostra, insieme alla conferenza di Juan Herreros che si terrà alle 17.00 presso l'Aula Magna del Rettorato, esplora il percorso mentale e costruttivo, rivoluzionario e sorprendente, fin qui compiuto.

MOSTRA
SESV SPAZIO ESPOSITIVO DI SANTA VERDIANA
Piazza Ghiberti 27, Firenze

> esposizione: dal 7 al 27 aprile
> apertura: dal lunedì al venerdì, ore 10.00-18.00
INGRESSO LIBERO

una iniziativa di:
Syracuse University, Firenze Università degli Studi di Firenze. SESVin collaborazione con: iMage

a cura di:
Francisco Sanin, Marco Brizzi

sito :... architettura.supereva.it/sesv/ sito :... www.image-web.org www.abalos-herreros.com

 

 

 

 

in libreria :.... l'industria delle costruzioni 381 (gennaio-febbraio 2005)

Rassegna italiana 2

Edilstampa 2005, 122 p., € 12,00

"Nonostante una tendenza generalizzata che vede e vuole un panorama atomizzato in espressioni deboli ed incapaci di relazionarsi tra loro, negli ultimi anni in Italia si è andata costituendo a dispetto del pregiudizio, una attitudine alla progettazione dotata di un sempre più evidente grado di unitarietà; una unitarietà relativa e dal basso, che non fa riferimento a ricerche o programmi prestabiliti e benché mai ad apodittici manifesti. Per percepire il senso di questa comunanza bisogna innanzitutto mettere tra parentesi l’aspettativa modernista che vede il nuovo come valore assoluto e demanda all’invenzione iconografica l’identità ed il successo di determinato genere di architettura. Se infatti si parte dal presupposto che l’identità debba necessariamente passare attraverso l’invenzione figurativa del singolo progetto e alla sua capacità ad elevarsi a racconto collettivo, inevitabilmente ci si allontana dalla migliore architettura prodotta dalle nostre parti.

Quest’ultima si presenta invece come una architettura di relazione, dispone ed articola le sue forme guardandosi intorno, come dialogo. Tradizione vuole che in Italia il guardarsi intorno abbia corrisposto a porsi in relazione con il contesto, ciò sia nella opzione estrema e determinista della architettura della città, sia nella opzione stemprata del regionalismo critico. Nel caso in esame siamo al di là di questa duplice opzione che di fatto ha trascinato il progettare nel vicolo cieco della paura espressiva, nel subire le condizioni al contorno. La relazione attuale si realizza invece in un dialogo del singolo progetto con le architetture simili, come la ricerca di una familiarità diffusa che impone come in ogni famiglia, una ragionata ed argomentata sedimentazione dei comportamenti e delle forme. Va da se dunque che virtù, pregi e difetti di quel che si produce dalle nostre parti debba necessariamente passare attraverso questa visione collettiva, come immaginando di vedere queste architetture fisicamente vicine tra loro; solo allora appaiono le ragioni ed il senso di una attitudine comune che al di là del singola figurazione, ha il pregio di identificare una visione del mondo, in ultima analisi uno stile".
Un estratto dal testo di introduzione al numero "Nonostante una tendenza generalizzata..." di
Valerio Paolo Mosco

l'industria delle costruzioni:: La rivista tecnica dell'ANCE da gennaio 2002 ha cambiato veste. Si e' rinnovata sia nel progetto grafico che nei contenuti, attraverso un piano editoriale piu' organico e mirato a offrire, ad ogni uscita, una visione completa e al tempo stesso dettagliata delle architetture contemporanee e delle grandi opere realizzate in Italia e nel mondo. Un aggiornamento costante affrontato attraverso numeri monografici, con approfondimenti dei temi di ricerca curati da esperti e illustrati attraverso un'ampia e dettagliata documentazione delle opere selezionate. In ogni numero rubriche di informazione sui principali argomenti di attualita', interventi qualificati ed esaustivi sugli aspetti tecnici e scientifici del costruire. Direttore Giuseppe Nannerini, capo redattore Domizia Mandolesi

sottoscrivi l'abbonamento on-line:... http://www.edilstampa.ance.it/rivi.htm sito :... www.edilstampa.ance.it

 

 

 

 

 

Aprile 2005 si presenta a Barcellona presso l'Espai Ras :... Net.it ..the net of the italian contemporaneity

il primo libro sulla contemporaneità del progetto in Italia edito da Actar,

Net.it presenta la produzione più originale e aggiornata di 60 tra architetti, designers e fotografi; inoltre introduce e guida il lettore alla scoperta dei network più frequentati e seguiti.

Presentano il curatore del libro Pino Scaglione e l'editore Ramon Prat.. A partire dalle ore 18.30 presso l'Espai Ras in Calle Doctor Dou, Barcellona

scarica la locandina dell'evento .pdf :... download

sito :... http://www.actar.es/

 

 

 

 

5 Aprile 2005 presso las salas del primer piso a Buoenos Aires si inaugura :... Entre quimera y realidad Guido Chouela, Roberta Vassallo

"si tratta di un lavoro svolto durante tre viaggi in Patagonia del sud. Ho fotografato le case, o meglio le facciate delle case, come se fossero delle persone dei volti. Una serie di quaranta prospetti di case catture in diversi paesini patagonici. Non é l'architettura che mi interessa, non il dettaglio architettonico, ma i particolari umani che queste architetture trasmettono; é architettura spontanea, case umili,per lo piú di legno e lamiera".(Roberta Vassallo)

Hall Central Carlos Morel del Teatro San Martin,

Avenida Corrientes 1530 Buenos Aires

 

 

 

 

Marzo 2005 architettura.it è luogo di discussione sui destini e sulle prospettive dell'architettura italiana:... sezione files

Alle riflessioni di Luca Molinari fa seguito la risposta di Giovanni Damiani, si delineano così possibili scenari di evoluzione e crescita: al necessario rinnovamento delle strategie politiche si accompagna il recupero cosciente della migliore tradizione critica e progettuale; si delineano inoltre nuove esigenze sociali e collettive a cui corrispondono nuovi temi -sopratutto alla piccola scala- in grado di costituire nell'immediato futuro un volano per la crescita economica e culturale del nostro paese. Segnali che testimoniano di una situazione feconda ed in evoluzione a cui guardare con speranza ed ottimismo (cp)

"Un agenda per l'architettura italiana" di Luca Molinari :... vai

bisogna dare vita a una Agenda per l'architettura italiana che punti su due elementi fondamentali:
IN/ Ovvero affermare la normalità della buona architettura contemporanea in tutti gli ambiti del nostro vissuto. L'Italia oggi è un potenziale laboratorio a cielo aperto in cui l'architettura dovrebbe essere chiamata a pensare e costruire nuove scuole, ospedali, centri civici, case per anziani, unità produttive, residenze sociali che mancano nel nostro Paese e che aspettano solo una nuova stagione di politica e di opere diffuse su piccola scala. D'altronde un Paese che non sa investire sulle proprie strutture essenziali, sul loro necessario ammodernamento e cambiamento, è un Paese che non è capace di guardare al proprio futuro. E la sperimentazione su queste tipologie edilizie elementari potrebbe diventare un volano straordinario per la nuova architettura italiana. Insieme imprese, committenza e architettura devono sviluppare un dialogo che solo in questi ultimi anni si sta sviluppando portando risultati che alla lunga saranno significativi. C'è bisogno di consapevolezza e di fiducia reciproca per crescere insieme.
OUT/ Promuovere e spingere l'architettura italiana nelle grandi competizioni nazionali e soprattutto internazionali. Renderla un fenomeno popolare e di costume. Promuoverne le potenzialità e stimolarne la crescita. Non si tratta di bieco protezionismo anzi, non si vuole evitare il confronto, né si tratta della abituale pratica di autocommiserazione italica, ma si tratta di potersi confrontare ad armi pari con le altre realtà che non sono unicamente disciplinari. Investire sull'architettura nazionale significa anche investire sull'economia del Paese e sulla sua immagine all'estero.

"Voglia di contemporaneo" di Giovanni Damiani :... vai

Vedo come necessario il ripartire dall'affrontare il grande nodo della crisi degli anni Settanta e il passaggio agli anni Ottanta proprio perché è lì che questa frattura è diventata una voragine e che la ricerca architettonica italiana si è staccata da quella internazionale. Perché tutto quello che è successo nel mondo negli ultimi trent'anni dimostra che si può benissimo continuare a fare architettura dopo la morte dell'architettura di presunta tafuriana memoria (sempre giustamente rigettata da un Tafuri che avrebbe così tanto da dare ancora al nostro presente e che neppure si può nominare in pubblico) e, anzi, morto un papa (l'ideologia) se ne è fatto un altro, magari meno forte, meno epocale, ma non meno presente.
In questo passaggio storico noi italiani siamo usciti di scena dal dibattito e, come mi sforzo di dire sempre, non è stato né per cattiva sorte, né per mancanza di fuoriclasse, ma per precise politiche culturali, irresponsabilità e scarsa visione diffusa della classe dirigente.
Più che attendere un premier che telefoni per sponsorizzare un architetto per difendere il "made in Italy" io desidererei che si riuscisse a comunicare alla gente che l'architettura contemporanea è una grandissima risorsa per il territorio, per le nostre città, per affrontare da protagonisti la sfida dell'economia globale, se saremo capaci di fare questo credo riusciremo ad avere politici più attenti alle questioni dell'architettura per cui sarà ovvio spendersi per avere opere e progetti importanti.


sito :... http://architettura.supereva.it/

 

 

 

visita:... I Quaderni del Prof. Antonino Saggio

http://www.citicord.uniroma1.it/saggio

leggi :... Coffee Break la più estesa raccolta di scritti di architettura contemporanea disponibile in rete in Italia

http://architettura.supereva.it/coffeebreak/index.htm

Iniziata nel novembre 2000 su ARCH'IT da Antonino Saggio, la raccolta contiene ad oggi più di cinquanta scritti che vanno da riletture del lavoro di architetti molto noti a nuove figure d'oggi. Si articola in quattro sezioni principali: la prima è denominata Gli architetti ed è legata a singoli protagonisti, la seconda, Le idee, contiene contributi che affrontano temi del dibattito teorico di questi anni; la terza sezione, Le interpretazioni, è dedicata ad una riflessione sugli strumenti della teoria e della critica di architettura ed ad alcune delle personalità di spicco in questo settore; la quarta sezione, IT Revolution in Architecture, contiene le introduzioni di Saggio ai volumi de La Rivoluzione Informatica pubblicati in italiano da Testo&Immagine, in inglese e tedesco da Birkhäuser e in cinese da Prominence Publishing. I testi sono consultabili secondo la suddivisione generale di seguito riprodotta oppure secondo diversi percorsi di lettura, proposti dallo stesso autore per suggerire alcune tracce tematiche. Dal maggio 2003 è connesso alla rubrica un forum moderato da Italia Rossi, Roberto Sommatino e Antonia Marmo che organizza e cura i contributi più rilevanti legati alla rubrica.

 

 

 

Febbraio 2005: Roma si arricchisce di una nuova opera scultorea :.... Stele di Giovanna De Sanctis

Nella giornata del 22 dicembre scorso è stata inaugurata le grande scultura che il Comune di Roma, XII Dipartimento, ha voluto inserire lungo il Passante Nord-Ovest, affidandosi, per la scelta, alla procedura del concorso pubblico, conclusosi nel gennaio 2003. Giovanna De Sanctis è l’autrice di Stele, il grande bronzo dalla superficie corrugata collocato all’uscita di Via Trionfale-Via Cortina d’Ampezzo

La scultura realizzate per il Passante Nord-Ovest ha un andamento verticale e costituirà un segno riconoscibile in un luogo estremamente “difficile” ai fini dell’inserimento di opere d’arte. Il problema che De Sanctis è stata chiamata a risolvere è infatti uno dei più ostici dell’ arte pubblica: la collocazione in luoghi della periferia urbana attraversati da veloci flussi di traffico e continue interferenze visive. Una sfida estetica e culturale alla quale la committenza comunale ha chiamato gli artisti a cimentarsi

Stele
Anno: modello 2002 realizzazione 2004
Materiale: bronzo
Dimensioni: h. m.5
Collocazione: incrocio Via Trionfale-Via Sappada

La volontà dell’artista di creare un’opera finalizzata a restituire identità e memoria ad un luogo anonimo e “smemorato” come la periferia di una grande città dei nostri giorni si evidenzia anche nella scelta del titolo, nell’uso di un materiale classico come il bronzo, nella soluzione della superficie corrugata, chiaro rimando al panneggio barocco e, dunque, alla Roma berniniana. Anche la posizione inclinata dell’asse, con il suo portato di squilibrio, è sia evocazione dello spirito barocco sia moderno simbolo di velocità.

Giovanna De Sanctis: nasce a Pescara nel 1939.Dopo aver frequentato i corsi della Facoltà d'Architettura dell'Università "La Sapienza" di Roma, si laurea nel 1964. Avvia un individuale percorso di ricerca strettamente connesso con la sua preparazione e si specializza ben presto nella progettazione ed esecuzione di interventi artistici per luoghi pubblici. Esordisce ufficialmente nel 1975 alla X Quadriennale Nuova generazione. Si dedica, negli anni successivi, al disegno e alla pittura allestendo personali quali Analisi di un prototipo giovanile (Mantova, 1979), Materiali per una messa in scena dell'estasi (Genazzano, 1981), Orfeo e Euridice (Roma, 1984). Nello stesso periodo partecipa a numerose collettive. Nel 1984 vince il concorso per la realizzazione di una fontana monumentale a Massimina e due anni più tardi si dedica al progetto per la sistemazione di Piazza Cardinal Consalvi, presso Ponte Milvio a Roma. Intensifica nel corso degli anni Novanta la produzione scultorea: al 1992 realizza un bronzo ubicato nella nuova Casa Circondariale di Civitavecchia, nel 1998-1999, a seguito del concorso "Cento Piazze" bandito dal Comune di Roma nel 1996, quattro sue sculture in bronzo vengono realizzate nella piazza del quartiere romano di Decima ristrutturata su progetto degli architetti A. Aymonino ed E. Rizzuti. Nel 2000 due installazioni in gesso e cristallo intitolate Vetrine (1997-1999) e Fossili (1997-1999) sono esposte presso la Galleria Comunale di Roma in occasione della nona edizione della rassegna Arte Contemporanea Lavori in corso. Alla fine del 2001, una scultura in bronzo intitolata Nike, composta da due grandi "ali", è allestita nello spazio antistante l'edificio della Nuova Pretura di Palermo.

sito :... http://www.giovannadesanctis.com

 

 

 

EMERGENZA TSUNAMI APPELLO AFH :.... Project Re:Build -- Sri Lanka and Aceh >> Architecture for Humanity / Worldchanging Tsunami Reconstruction Appeal

Il 26 Dicembre una serie di terremoti ha colpito la costa occidentale di Sumatra le isole Andaman e Nicobar. I due terremoti più forti hanno avuto magnitudo 8.9 e 7.3. Il terremoto ha provocato uno Tsunami che ha colpito 9 nazioni della regione causando più di 150.000 morti e circa 4 milioni di senzatetto.
Nel giro di poche ore dal disastro, Architecture for Humanity e worldchanging.com un sito che si occupa di ricercare strumenti modelli ed idee per costruire un futuro migliore, lanciano congiuntamente una campagna di raccolta fondi con l’obbiettivo di raggiungere la somma di $100,000
I precedenti progetti realizzati da AFH -la ricostruzione in Grenada, Iran (Bam)ed in Kosovo- hanno riguardato la costruzione di abitazioni e spazi collettivi con costi complessivi non superiori ai $2000 grazie al sostegno di gruppi locali. La collaborazione tra questi avviene utilizzando mano d’opera e tecniche costruttive locali ed è sviluppata secondo requisiti di sostenibilità economica ed ambientale. Questo sistema permette di sviluppare delle micro economie in grado di risollevare le comunità colpite dalle tragedie ed in oltre si configura come il metodo più economico per ricostruire

Attualmente la cifra totale raccolta dall’ Architecture for Humanity / Worldchanging Tsunami Reconstruction Appeal si assesta sui $82,000 raccolti da oltre 760 donatori. Donazioni e supporto sono giunti da general contractors, professionisti, studenti, dall’ American Institute of Architects. Oltre alle molte persone che hanno risposto, alcune piccole imprese come Rent-Direct.com e InformInteriors stanno collaborando al fianco di AFH alle iniziative per la raccolta fondi.

Questo obbiettivo, unitamente a servizi di progettazione gratuiti (tutto lo staff di AFH sta lavorando senza compenso) e donazioni di materiale, permetteranno la realizzazione di strutture quali scuole, infrastruture e presidi medici. Con un approccio più olistico e sostenibile alla ricostruzione -una vera idea in grado di cambiare il mondo- i fondi aiuteranno a costruire qualcosa di più di semplici rifugi d’emergenza ovvero, vere comunità in grado di crescere ricostruire e rinnovarsi

Sri Lanka
AFH ha appena iniziato ad organizzare iniziative per la ricostruzione in Sri Lanka: il locale rappresentate dell’associazione Samir Shah è attualmente occupato nella gestione della crisi nel distretto di Hembanthota. Uno dei progetti che AFH sta portando avanti, Project Re:Build, utilizzerà tecniche di costruzioni e mano d’opera locali, nella ricostruzione di un villaggio interamente spazzato via dallo tsunami. Questo progetto provvedera alla costruzione di un centro sociale compreso di scuola, ospedale, mercato e spazi pubblici.

Aceh
Un team apposito arriverà ad Aceh in questa settimana ed aiuterà ad indentificare uno o più siti in cui AFH in collaborazione con le ONG risponderanno alle esigenze abitative e di servizi venuti a mancare. Il sistema scolastico nella provincia è stato decimato AFH sta cercando in collaborazione con Indra Jati Sidi, direttore generale per l’educazione elementare e secondaria, di ricostruire le strutture scolastiche per un numero approssimativo di 140,000 studenti elementari e 20,000 studenti delle scuole superiori.Indra Jati Sidi, ha spiegato che 914 scuole elementari, 155 edifici di scuole secondarie e 67 licei sono state spazzate via dallo tsunami

AFH inizierà dalla costruzione di una scuola.


Una volta che questo progetto sarà completato, il piano urbanistico e lo schema architettonico sarà disponibile per le ONG e le comunità locali in modo da poter replicare l’idea ed eventualmente applicarla ad altre aree colpite dalla tragedia

Se sei interessato a partecipare a questi progetti o a fare una donazione non esitare a contattare Architecture for Humanity

Click here to make a donation and help to build a better world

(la traduzione in italiano del comunicato AFH è del sottoscritto, la riproduzione e la diffusione è altamente consigliata)

sito :... http://www.architectureforhumanity.org

 

 

Elemental Announcement :... QUINTA MONROY, IQUIQUE >> Inaugurazione

The ELEMENTAL housing Inititative is proud to announce the opening of its first built project, the Quinta Monroy in the Chilean city of Iquique this Tuesday December 14th 2004. Quinta Monroy is the pilot project in this international initiative aimed to innovate in the design and construction of seven low cost housing communities in Chile, compromising more than a thousand new and innovative housing solutions for the poor. Quinta Monroy is the keystone of a design and managment process that involved both the community and local authorities and is the first step towards the new phase of implementation and construction of the seven awarded projects at the ELEMENTAL international Competition.

ELEMENTAL, INITIATIVE FOR INNOVATING AND BUILDING 7 VERY LOW COST HOUSING PROJECTS IN CHILE::.. doppiomisto presenta attualmente la sua proposta finalista al concorso mondiale sull'ultimo numero di d'Architettura -s/montaggi-

sito :... www.elementalchile.org

 

 

Fino al 6 Marzo 2005 si tiene a Basilea presso l' ArchitekturMuseum l'esposizione:... Von Büchern und Bäumen. Vogt Landschaftsarchitekten

In relazione al tema architettura paesaggistica, l‘Architektur-museum mostra un’esposizione intitolata “Di libri e alberi. Vogt Landschaftsarchitekten”. La difficoltà di trovare una forma a